La sinistra scopre dopo vent'anni le tasse alte a Roma

Confronto tv su Sky tra i candidati sindaco: Giachetti e Fassina promettono meno imposte scaricando sullo Stato. La ricetta Marchini

Campagna elettorale affollata, sondaggi incerti: i cinque principali candidati a sindaco della Capitale si confrontano in diretta tv a Sky a pochi giorni dal voto.

Fair play e poche scintille: tutti, da Raggi a Marchini, da Meloni a Giachetti a Fassina, promettono di tappare le buche e aumentare la sicurezza per i cittadini. Promettono anche di abbassare le tasse: «Bisogna rinegoziare il debito, razionalizzando il bilancio», dice il candidato Pd. Fassina, conti alla mano, gli fa eco. Marchini obietta che non si possono però scaricare i costi sullo Stato. Divergenze anche sulle Olimpiadi a Roma: per Virginia Raggi sono addirittura «criminali», Giachetti le ribatte che «criminale sarebbe non utilizzare un'occasione come questa per far del bene alla città». Fassina insorge: «Le Olimpiadi servono solo a far andare avanti i soliti noti», mentre Marchini le difende.

A Roma si presentano divisi sia il centrodestra (con Alfio Marchini, appoggiato da Berlusconi, e Giorgia Meloni, sponsorizzata da Salvini) che il centrosinistra (con Roberto Giachetti, Pd renziano, e Stefano Fassina, candidatosi per cercare di togliere voti proprio al suo ex partito). La aspirante sindaca dei Cinque Stelle, che solo a Roma hanno qualche chance di successo, è al suo debutto in un confronto politico: finora si è alacremente sottratta ad ogni dibattito, per evitare di uscirne male, preferendo invece le interviste senza contraddittorio, e possibilmente compiacenti. «Non mi piacciono i confronti urlati», è stata la sua scusa. Negli ultimi due giorni la grillina è sparita dalla circolazione, rinchiusa nel bunker della Casaleggio dove è stata sottoposta a intensivo allenamento pre-dibattito. Intanto l'ideona degli «assessori a tempo determinato», lanciata da Luigi Di Maio e poi un po' rettificata dalla Raggi, è stata ieri definitivamente affondata - onde evitare altre figuracce - da Carla Ruocco, deputata anziana che, per conto del direttorio casaleggiano, fa da balia alla candidata sindaca: «Non ci sono assessori a tempo, questo discorso con Virginia Raggi non ha nulla a che vedere, non esiste un tempo determinato».

Alfio Marchini si è invece fatto vedere a messa, ieri mattina. La sua manifestazione di chiusura la farà ad Ostia, e la star sarà Silvio Berlusconi. Che, per la prima volta, voterà a Roma. Giachetti ha un calendario ancora fitto di incontri pubblici, con molti big del Pd: uno con l'ex sindaco Walter Veltroni, uno con l'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani (che cerca di precostituirsi un alibi esibendo un sostegno leale, ancorché assai tiepido, ai candidati del suo partito, in vista della probabile rottura sul referendum costituzionale). Ma il clou sarà stasera, con una grande kermesse preparata all'Auditorium, al fianco del premier Matteo Renzi.

La Meloni intanto già battibecca con Salvini che, dopo la gaffe sulla sua proposta di far pagare il pedaggio sul Raccordo anulare di Roma (poi più volte ritrattata) se ne è uscito ipotizzando consiglieri e magari assessori della Lega Nord in Campidoglio. Macché, replica la sua candidata, «non ci sarà alcun assessore del nord: me ne faccio personalmente garante».

Il povero Fassina, invece, ha cercato in extremis di dimostrare, presentandosi in conferenza stampa con tutto lo stato maggiore del partito di Vendola, di avere alle spalle il sostegno compatto di Sel, che nella realtà è profondamente spaccata.