Il sito risponde alle tue domande

Basta porre il proprio quesito e il portale fornisce tutti gli elementi necessari

Cristina Bassi

Milano Volete sapere quanto guadagna l'ad Claudio Descalzi? O cosa fa Eni in Costa d'Avorio? Non cercate, chiedete. Si chiama «Ask Now» il cuore del nuovo sito istituzionale del colosso dell'energia. Si tratta di un motore di ricerca «semantico», si trova nella home page di Eni.com e risponde a tutte le domande - interpretandole anche se fatte «di getto» - degli utenti sul mondo Eni. La risposta non arriva in forma di elenco di contenuti, come con i motori di ricerca classici, ma in chiave di racconto o dossier composto sulle esigenze di chi chiede. Con testi, foto, filmati, grafici, richiami social e documenti.

Tutto nasce dalla volontà di «raccontare anche la trasformazione di Eni in cui siamo tutti impegnati - spiega il direttore della comunicazione esterna Marco Bardazzi - Il portale ha l'obiettivo di raccontarci in prima persona». Il nuovo modo di comunicare dell'azienda, che vuole essere diretto e trasparente, è stato descritto ieri al Piccolo Teatro di Milano da un altro professionista della narrazione: il giornalista Federico Buffa. Nella su pièce dal titolo Energia da url ha descritto i giorni e i mesi che hanno portato al sito, già online. Tra idee geniali ma scartate perché poco concrete, incidenti di percorso e scadenze incombenti. «I contenuti sono il carburante del nostro motore», ha spiegato la voce narrante. Ma quando i contenuti sono troppi? «Nessuno può mangiarsi un elefante intero», ammette l'autore. La soluzione è l'altra invenzione di Eni.com. Si chiama «Enipedia», è una biblioteca virtuale che organizza e approfondisce le informazioni patrimonio della compagnia: «Oltre 300 contenuti e più di 1.000 documenti per conoscere la storia e l'attualità di Eni», si legge nella home. Il portale non è solo un contenitore. È una guida agile e intuitiva per chi naviga in Rete e può avere mille curiosità. In più sfrutta lo strumento dello storytelling, ancora più immediato. «Il futuro è di chi lo sa immaginare», riassume Buffa nel chiudere il suo monologo.