Solo balle, la farsa egiziana puzza di gas

La verità egiziana non la beve più nessuno. La miriade di versioni che hanno fornito al nostro pool investigativo faceva acqua da tutte le parti

La verità egiziana non la beve più nessuno. D'altronde, la miriade di versioni che hanno fornito al nostro pool investigativo faceva acqua da tutte le parti, ultima quella della banda criminale che avrebbe rapito e ucciso Giulio Regeni. Un scappatoia che è sembrata addirittura offensiva per il lavoro e l'intelligenza dei nostri inquirenti, anche perché i presunti responsabili sono stati tutti uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia egiziana e nessuno potrà mai interrogarli e verificare in alcun modo questa versione. Ma se pure la favola della gang avesse qualche presupposto per restare in piedi, rimane sempre da chiedersi perché avrebbe dovuto torturarlo prima di ucciderlo e perché non si sarebbe mai fatta viva per chiedere un riscatto. Insomma, ai banditi interessano i soldi e nient'altro. Comprendiamo i problemi di politica interna egiziani e le acque agitate in cui sia costretto a muoversi il presidente Al Sisi, qui però non c'è solo un'esigenza di verità ma di mantenere salde le relazioni con un Paese amico. E raccontando fregnacce sarà difficile che ciò accada. Certo che la vicenda non ha solo lati oscuri, ma è pure torbidamente intricata. E nessuno riesce a toglierci dalla testa il cattivo pensiero che la manina di qualche servizio segreto sia stata in qualche modo protagonista. Forse nessuno lo ricorda, ma poco prima della morte misteriosa di Regeni, l'Eni aveva scoperto in Egitto il più grande giacimento offshore di gas mai rinvenuto nel Mediterraneo e aveva già stretto accordi con il governo del Cairo. E dobbiamo anche ricordare le parole pronunciate dal presidente egiziano, all'indomani dei malumori sull'inchiesta per la morte di Regeni, quando aveva dichiarato che c'è qualcuno che sta cercando di minare le relazioni tra l'Egitto e l'Italia. Segnali da cogliere ce ne sono. Il governo italiano ha richiamato l'ambasciatore, per ora. Ma servirà a qualcosa?

Commenti
Ritratto di venividi

venividi

Sab, 09/04/2016 - 13:06

Non si fa che dire che gli egiziani racontano balle, che non è vero quello che dicono, ma allora la verità la sapete voi ? Come fate a dire che non è la verità ? C'eravate ? Sono settimane che non si fa altro che respingere spiegazioni, che poi racontano qualche cosa d'altro perché non vi va bene la spiegazione precedente. Cosa volete che facciano ? Sarete contenti quando diranno, estenuati, quello che volete che dicano ? cioè la vostra verità, anche se è fantasia ?

sniper21

Sab, 09/04/2016 - 14:54

la verità già la si conosce ma l'italia vuole che sia l'egitto a colpevolizzare l'mi6 dal momento che il fatto è successo in suolo loro. i ns rapporti con al sisi sono privilegiati come ai tempi di gheddafi quindi credo si stia cercando di ricostruire una verità bilaterale per gli inglesi. per il palazzo di westminster era troppo preoccupante il rapporto ottimo tra roma-ilcairo in vista del probabile intervento dell'italia in libia. regeni era un'agente dell'aise e con i suoi dossier voleva mettere pressione ad al sisi per farlo intervenire a fianco dell'italia in libia. vista la situazione dei servizi egiziani divisi in più fazioni è stato facilissimo per l'mi6 assoldare cellule impazzite del mukabarat per minare i rapporti ottimi italo-egizi ed usando cambridge regeni pensava di poter depistare la sua posizione inviando dossier a cambridge ed a aise quando era una trappola dell' mi6. ipotizzo

sniper21

Sab, 09/04/2016 - 16:58

dalle piccole cose nascono.... Valeriia Vitynska? InCompass ITD? ........