Somalia, camion esplosivo di Al Shaabab. In Nigeria due bimbe kamikaze al mercato

Sono 32 le vittime al porto di Mogadiscio, 4 nello stato controllato da Boko Haram

C'è quasi un lucido e raggelante sincronismo negli attentati che ieri mattina in Nigeria e Somalia hanno provocato la morte di 36 persone e il ferimento di altre 53. È stato un botta e risposta, a 3.500 chilometri e a venti minuti di distanza, tra Boko Haram e Al Shabaab, le due potenti organizzazioni jihadiste del continente africano che ormai da anni seminano terrore. Uno dei principali intenti, come per altro sottolineato dalle agenzie d'intelligence occidentali, è quello di seminare il terrore per spingere più disperati possibili verso il Nord del continente. Una rotta che dalla Nigeria e dalla Somalia confluisce nel Niger, in Ciad e in Sudan, fino alla Libia e alle coste del Mediterraneo. A tale proposito l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha contato quasi tre milioni di esuli e rifugiati nella zona del lago Ciad. Entro poche settimane arriveranno in Libia.

In ordine cronologico il primo dei due attentati è avvenuto intorno alle 8.30 in Somalia. Un camion bomba è saltato in aria all'ingresso del porto di Mogadiscio. In quel momento si trovavano decine tra operai, facchini e venditori ambulanti. L'esplosione ha provocato la morte di 32 persone, ma il bilancio è destinato ad aggravarsi. L'obiettivo, almeno secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Interni, doveva essere il vicino commissariato di polizia. Gli Al Shabaab stanno tentando in ogni modo di creare instabilità nella capitale somala per bloccare lo svolgimento delle elezioni parlamentari, il cui processo si concluderà entro Natale con l'investitura del nuovo presidente. Lo scorso 26 novembre i jihadisti avevano attaccato un posto di blocco nei pressi di un mercato affollato sempre della capitale somala, provocando la morte di 10 persone.

Altrettanto drammatico l'attentato in Nigeria, avvenuto pochi minuti prima delle 9, nell'area di mercato di Maiduguri, la città dello stato del Borno da ormai sette anni nelle mani dei Boko Haram. L'esplosione ha ucciso 4 persone ferendone altre 17. I terroristi non hanno esitato a usare due bambine di otto anni per portare a termine il loro intento criminale. Le due piccole sarebbero scese da un risciò per poi aggirarsi tra i banchi del bazar dove una di loro ha attivato la cintura esplosiva. La seconda si è poi fatta saltare in aria pochi minuti dopo, giusto il tempo di attendere l'arrivo dei soccorsi e rendere il bilancio ancora più pesante. Soltanto venerdì scorso altre 45 persone erano morte in un duplice attacco contro un mercato di Madagali, nello Stato confinante di Adamawa. Il presidente nigeriano Buhari è tornato a chiedere l'intervento di forze militari internazionali, le stesse che agiscono a Mogadiscio per consentire il regolare svolgimento delle presidenziali. Purtroppo per entrambi i Paesi il rischio di una deriva radicale, e dell'instaurazione della sharia, è sempre più palese con il trascorrere dei mesi.

Commenti

Alessio2012

Lun, 12/12/2016 - 09:17

La loro cultura... presto sarà la nostra cultura.

Lapecheronza

Lun, 12/12/2016 - 09:28

Come dice la sig.ra presidenta (testuali parole):"[i migranti] ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi". Nessun europeo è mai arrivato a far esplodere dei bambini di otto anni per i propri scopi. Questo stile di vita non appartiene a nessuno di noi ! E' ora di finirla di farsi prendere in giro da politici che usano il cervello per tenere separate le orecchie.

Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Lun, 12/12/2016 - 09:35

Nessuno mi toglie dalla testa che se si vuole, queste organizzazioni del terrore islamico si possano debellare. Se questo non avviene é perché a qualcuno fa comodo. In prima fila i trafficanti di armi ed i produtori delle medesime, se cosi' non fosse questi terroristi sarebbero armati con vecchi archibugi se non con arco e frecce.