Sono i conti a fare opposizione

Il premier non ha nulla da temere da nemici interni, ex amici e avversari. Ma può essere mandaro a casa dalla Consulta

Matteo Renzi è apprezzato dalla maggioranza per lo stesso motivo per cui è odiato dalla minoranza del suo partito: ha mandato al diavolo i sindacati, noiosi e petulanti quanto la Cei, ha rottamato una pletora di compagni antipatici e dalle idee antiquate, dà la sensazione di fare tante cose anche se non ne porta a termine manco una, se ne infischia delle convenzioni, non frequenta salotti romani, la sera non cena in ristoranti alla moda ma si fa portare a Palazzo Chigi le pizze che divide con amici e amiche, non si è mai fatto beccare in frangenti sgradevoli dai fotografi ficcanaso di Dagospia, non parla in politichese, impedisce ai propri interlocutori di interromperlo. Infine è ottimista o finge di esserlo, nel senso che, quando piove, per lui splende il sole.

Uno così non ha nulla da temere dagli avversari, avendoli sbaragliati, umiliati, gettati fuori a calci dalla porta senza fatica. La politica dei politicanti è stata abituata da 70 anni a bizantinismi e minuetti. Lo stesso Berlusconi, per educazione e sostanziale bontà d'animo, non è mai riuscito a usare maniere forti, preferendo adeguarsi al galateo obsoleto del Palazzo. Matteo invece, sfacciato com'è, non si è fatto intimidire e ha massacrato chiunque intralciasse il suo cammino verso il potere. Che esercita con lo stile spiccio di un buttafuori professionista. Pertanto egli appare imbattibile, momentaneamente. È difficile superare uno che corre da solo: arriva primo per forza.

Attenzione, però. Se non saranno le urne, sempre più vuote, a mandarlo a casa, saranno le casse piangenti dello Stato a costringerlo ad alzare bandiera bianca, altro che rossa. Il tempo di una definitiva resa dei conti non è lontano, e spieghiamo perché. Agli occhi di tante eminenze grigie, Renzi ha una colpa: è troppo arrogante, esagera nel sottovalutare la forza dei burocrati d'alto bordo e di altissimo stipendio. Prendiamo i giudici della Corte costituzionale. Gli hanno rifilato una sòla impressionante, sentenziando che il congelamento dell'indicizzazione dei vitalizi, voluto dal governo Mario Monti, è illegittimo. Cosicché adesso l'esecutivo dominato dal giovin fiorentino è costretto a rimborsare i pensionati, ciò che crea nel bilancio dello Stato una voragine: chi dice 5 miliardi, chi 10, chi 16, chi di più. Sono in corso trattative e studi per contenere i danni. Gli assegni più alti saranno penalizzati, cioè esclusi dai benefici.

Al di là dei tecnicismi - sinonimo di imbrogli - che saranno escogitati, rimane il fatto che si dovrà sborsare una cifra enorme. Che non c'è. Sorvoliamo. Tra un paio di mesi la Consulta dovrà pronunciarsi nuovamente su una materia altrettanto scottante: il blocco degli adeguamenti Istat previsto per gli statali (forze dell'ordine comprese), i cui stipendi sono fermi da sette anni, e sottolineo sette. Mettiamo che gli alti magistrati, applicando gli stessi principi considerati validi per i pensionati, ordinino di annullare il provvedimento punitivo inflitto ai dipendenti pubblici: che cosa accadrebbe? Lo Stato sarebbe costretto a risarcire quest'ultimi per l'intero periodo durante il quale essi non hanno percepito gli aumenti contrattuali basati sugli indici dell'Istituto centrale di statistica. La cifra necessaria per saldare il debito sarebbe enorme, tale da far saltare il banco. E Renzi verrebbe condannato all'esilio, pur essendo incolpevole, dato che furono i governi precedenti - e non il suo - ad approvare le descritte leggi incostituzionali. C'è da chiedersi perché la Consulta inclini a essere tanto severa nell'esaminare i tagli effettuati in passato, facendone ricadere le onerose conseguenze sull'attuale esecutivo. Non c'è risposta documentabile, ma solo sospetti.

Le nostre istituzioni sono talmente intrecciate (pesi e contrappesi) da non consentire a Palazzo Chigi di fronteggiare l'emergenza con la necessaria autonomia. Il Consiglio dei ministri delibera? La Corte costituzionale, investita di un'autorità assoluta, boccia ogni qualvolta lo ritenga opportuno. E non c'è più niente da fare. Il presidente del Consiglio non ha il potere di comandare nemmeno nei momenti in cui ciò sarebbe indispensabile. È in balia dei giudici, come lo furono Silvio Berlusconi e vari altri premier. Il Cavaliere dovette soccombere alla Cassazione. Renzi potrebbe essere costretto a inchinarsi alla Consulta qualora questa ravvisasse gli estremi per azzerare leggi finanziarie ispirate all'obbligo di stringere i cordoni della borsa statale.

Se succedesse quanto da noi adombrato, al premier verrebbe imposto di rassegnare le dimissioni. Dopodiché, il diluvio. Ecco perché diciamo che egli non è minacciato dai vari Civati, Cuperlo e Fassina o dall'opposizione, francamente debole nella presente congiuntura politica, bensì dalla situazione finanziaria pubblica, deficitaria quanto mai in precedenza. La sensazione è che anche il destino di questo governo dipenda dalle toghe. Che Dio non le benedica.

Commenti

eternoamore

Ven, 15/05/2015 - 20:28

ALLORA NON CI SIAMO CAPITI. SE VUOL RIMANERE A GALLE DEVE ELIMINARE TUTTI I BENEFIT AI POLITICI E DIPENDENTI PUBBLICI E PAGARE IL DOVUTO AI PENSIONATI.

Ritratto di vonstop

vonstop

Ven, 15/05/2015 - 21:31

Renzi dovrebbe tagliare i vitalizi pubblicati su Libero, e taglire gli stipendi ai membri della Consulta e quelli dei Dirigenti pubblici. Questo argomento non e' mai stato accennato. Non servira' molto per le finanze pubbliche ma sarebbe un buon esempio.

sniper21

Sab, 16/05/2015 - 01:15

Ottimo lavoro della Consulta. Disegno politico UR-LODGES con draghi timoniere per il territorio italiano perfettamente riuscito. La Sentenza era già nel'aria subito dopo l'annuncio del governo monti attraverso la fornero e la Consulta altro non ha fatto che applicare la Legge e ripristinare la legalità e la Costituzione italiana. Altissima cucina massonica. Ora governo tecnico fino alle prossime elezione dove già il panorama politico aprirà uno scenario completamente diverso da quello attuale. Messaggio a Renzi: non sarai mai un sapiente muratore. A differenza di monti e letta tu sei caduto per mano di quelli che annientarono berlusconi

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Sab, 16/05/2015 - 01:19

Renzi non poteva non sapere che la consulta stava esaminando la legge Fornero e prima di regalare soldi e vendere fumo doveva agire con i piedi di piombo in attesa della sentenza. Ha peccato di leggerezza, presunzione ed incompetenza, tiri fuori i quattrini e bando alle ciancie o si dimetta all'istante, sta cominciando veramente a rompere!

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Sab, 16/05/2015 - 10:58

L'impor6tante è che i cinque anni della legislatura vengano rispettati per la prima volta nella Storia della Repubblica grazie alla governabilità, sottolineo governabilità, garantita da "Silvio Berlusconi". Al prossimo turno di Governo Sua Santità potrà chiedersi: "Allora, dove eravamo rimasti?".

Pigi

Sab, 16/05/2015 - 11:43

Renzi ha commesso un errore madornale con l'elezione di Mattarella. Lo stesso errore commesso da Berlusconi, che mandava Letta zio a ricucire, a mediare con i magistrati e gli alti papaveri pubblici, con il risultato di finire ai servizi sociali. Renzi sperava di tirarli dalla sua parte, ma non ha capito che costoro fanno parte solo per sé stessi. La cosa migliore da fare è ravvedersi, trovare il mezzo migliore per non pagare (e ce ne sono tanti, tutti legali), anche se con Mattarella al Quirinale si è bruciato una carta importante. Altrimenti dovrà aumentare le tasse, perderà ulteriori consensi e finirà come Berlusconi, ormai una macchietta.

agosvac

Sab, 16/05/2015 - 11:51

Sarebbe veramente comico se chi per svariati e molteplici anni si è servito della magistratura ( parlo non di Renzi in particolare ma dei sinistri in generale) per eliminare gli avversari politici dovesse essere "mandato a casa" proprio dai magistrati della Consulta che sono pur sempre magistrati!!! Darebbe valore al vecchio detto: chi di spada ferisce, di spada perisce!!!!! D'altra parte, come magistralmente specificato dal direttore Feltri, oggi come oggi non c'è nessuno che possa mandare a casa Renzi, tranne, appunto, la Consulta. Ed allora, ben venga!!!!!!

albertosilvano

Sab, 16/05/2015 - 11:52

E così, come sempre, il Direttore Feltri mette spietatamente a nudo una crudissima realtà.Ci sarebbe da chiedersi se, una volta tanto, non sia il caso di fare la politica dello struzzo, mettere, cioè, la testa sotto la sabbia per credere che questa realtà non esista.Però tale atteggiamento non porterebbe da nessuna parte e, quindi, mi domando se non sia il caso di prendere provvedimenti DRASTICI, come, per esempio, l'uscita dall'Europa che ci strangola, ci vessa, ci SFRUTTA ( vedi l'esempio delle quote immigrati e i sedici MILIARDI che annualmente dobbiamo versare).Mi piacerebbe, a tal rigurdo, sentire il parere del Direttore.Nel frattempo ci resta solo........S. Gennaro ! albertosilvano

elpaso21

Sab, 16/05/2015 - 11:54

Sempre con questi mezzucci da due soldi!! Ma fate un centro-destra di persone serie!!

mifra77

Sab, 16/05/2015 - 12:55

La storia del pastore Serafino che Feltri ci ripropone riferendosi al bullo scanzonato, presidente del consiglio, non mi convince per niente. Non credo ad un personaggio che riesce a sovrastare tutto e tutti. Renzi non si ferma perché ha le spalle coperte e se riesce a scanzonare la corte, fregandosi delle sentenze, tanto da far minacciare a Zanetti che anche se potranno essere costretti a risarcire il furto Monti Fornero ai danni dei pensionati, di legiferare per inertizzare se non addirittura rendere legali i prossimi furti. Chi potrebbe essere tanto pazzo se non fosse coperto dai poteri forti? Renzi come Monti, riforme a tutti i costi ma mai senza mettere le mani in tasca a chi già soffre!

giuditta

Sab, 16/05/2015 - 14:59

"Se succedesse quanto da noi adombrato, al premier verrebbe imposto di rassegnare le dimissioni". Imposto da chi ? Dalla consulta ? Dalla UE ? Dal corpo elettorale ? E perchè mai dovrebbe essere Renzi a rispondere di scelte politiche, demenziali secondo alcuni, di cui non è responsabile. E chi potrebbe al posto suo salvare capra e cavoli ? Mettere d'accordo, in altri termini, i diktat inconciliabili della U.E. che impone il pareggio di bilancio e quello della consulta che ne impone lo sfascio. Mandrake ? Chi meglio di Renzi potrebbe realizzare questo ennesimo pastrocchio all'italiana sulla pelle degli italiani ?

Ritratto di scappato

scappato

Sab, 23/05/2015 - 17:59

Grande Feltri.

Ritratto di aldolibero

aldolibero

Sab, 23/05/2015 - 19:00

Fategli finire il lavoro sporco comandato e purtroppo quello che verra' dopo sara' peggio. Sempre nell'interesse del bel paese. (quello di Galbani?)e quello delle risorse,paese che ha la costituzione piu' bella del mondo? Bah.leggiamoci un libro.La tele e' gia' in discarica da tempo.