"Sono i giudici a vanificare il lavoro della polizia"

L'esperto: i terroristi killer erano tutti conosciuti, ma a liberarli è stato il lassismo di Stato

Alexandre Del Valle, politologo e saggista esperto di terrorismo, insegna relazioni internazionali alla Ipag Business School di Parigi. Ha pubblicato libri sull'islamismo radicale tradotti in diversi Paesi. L'ultimo, «Comprendere il caos, dalle rivoluzioni arabe al jihad globale» in Italia per D'Ettoris Editore. Al Giornale spiega perché «l'idea di un'intelligence di prossimità lanciata da Fillon potrebbe essere vincente».

Professore, che conseguenze può avere l'attentato sul voto?

«Può avere un effetto pro-Fillon, perché è stato l'unico candidato ad aver descritto chiaramente la natura dell'Isis e dell'islamismo radicale, tanto da scriverci un libro alla vigilia delle primarie. Non a caso vinte contro ogni sondaggio. Definisce bene il nemico e il suo commento dopo l'attentato è chiaro. Ha iniziato la campagna con un libro sul totalitarismo islamista prima degli altri e gli elettori, non per forza di destra, ma soprattutto gli indecisi, sono legittimati a pensare che sia più pronto per affrontare la minaccia. In questi giorni tutti hanno visto la sua foto al tg in mano ai terroristi presi a Marsiglia, come se fosse lui il nemico numero uno dell'Isis».

Lo Stato di emergenza è stato prolungato fino a luglio in previsione delle politiche di giugno. È servito?

«Non è servito perchè la stragrande maggioranza dei jihadisti che hanno colpito dal 2012, da Merah in poi, erano quasi tutti conosciuti, individuati, seguiti, condannati. La polizia è in gamba, ma se la giustizia non li segue perché non ci sono abbastanza prigioni, diventano beneficiari del lassismo di Stato o del governo. Hollande, con l'ex Guardasigilli Taubira, ha di fatto liberato in anticipo decine di detenuti. Sulla certezza della pena Le Pen è stata più chiara di altri».

Le Pen vuol chiudere le frontiere, basta per battere un jihad globale?

«No. Cazeneuve, duro contro la presidente del Fn, ha ragione a dire che non basterebbe. Ma sbaglia quando afferma che non c'è legame tra immigrazione, rifugiati e jihad. Molti jihadisti, anche se belgi o magrebini come quelli allo Stade de France, erano arrivati con falsi documenti. Come rifugiati siriani, dalla Libia o dalla Turchia. Le frontiere aperte permettono un signore andato a combattere in Siria, di tornare con l'identità di un rifugiato».

Sono serviti i centri di deradicalizzazione?

«Sconfitta totale, qui è diventata una barzelletta. Dopo 4 anni le conclusioni sono disastrose. Infatti li chiuderanno. Fillon dice di investire quei soldi per polizia e intelligence di prossimità. L'idea piace a tanti, visto il flop. Il jihad non si cura, si combatte».

Commenti

opinione-critica

Sab, 22/04/2017 - 12:43

Il problema è la connivenza tra magistratura e politica. Il magistrato applica la legge che fa la politica. La politica fa fare carriera al magistrato. L'indipendenza tra poteri non esiste nei fatti. Invece la dipendenza e le distorsioni insieme agli effetti perversi sono sotto gli occhi di tutti

gpl_srl@yahoo.it

Sab, 22/04/2017 - 16:32

tutti sanno delle assurde ingiuste sentenze di certa magistratura gestita politicamente dalla sinistra, ma nessuno fa nulla! è una incontestabile vergogna ma l' Italia va avanti cosi.