«Un sorriso, un bacio caldo e il cuore va»

Pubblichiamo alcune delle molte mail giunte in redazione. Continuate a scrivere a letteredamore@ilgiornale.it

Carissimo, quale irresistibile tentazione mi ha offerto il Giornale , dando la possibilità ai lettori di intervenire con una lettera d'amore. Come non approfittare dell'occasione per scriverti, finalmente, dopo una vita intera trascorsa con il pensiero di te. È vero, c'è stato un momento in cui siamo riusciti a scambiarci qualche lettera, diciamo qualche pensiero messo su carta, e quanti rischi, quanti sotterfugi, caselle postali, doppia busta all'amico fidato, poche righe sulla carta della posta aerea, parole lette e rilette fino a consumarsi gli occhi, e poi distrutte, perché il nostro amore non aveva da essere. Ti ho conosciuto sedicenne, folgorata da quell'uomo che non poteva avere occhi per una ragazzetta. Ci siamo ritrovati dopo qualche tempo, e tu mi hai «vista», ed entrambi abbiamo capito che la nostra vita sarebbe cambiata: l'attrazione, la reazione chimica di due corpi fatti per unirsi. Quanto ti ho amato: con la fiducia degli anni che ancora non conoscevano la carnalità; con l'ardore e la passione dei trenta, quando ci siamo ritrovati dopo un altro lungo distacco. E i trent'anni sono diventati quaranta, e io ti ho amato con la consapevolezza di quell'età... Hai divorziato da tua moglie, ma non mi hai chiesto di seguirti. Perché? Perché sapevi che l'avrei fatto, come mi hai confessato anni dopo. Grandezza d'animo o vigliaccheria? Non voglio metterlo per iscritto. Ma tu c'eri, ci sei sempre stato. E ancora ci sei, amore di una vita, amico mio carissimo, quello cui pochi mesi fa ho detto: continui ad essere l'uomo più importante della mia vita.

La tua donna

Fai dispetti, non vuoi capire. / Gli occhietti furbi e il codin. / Sbuffi e ridi, non vuoi sentir e ti diverti a innervosir. / Un bel sorriso, una carezza, un bacio caldo e il cuore va. / Non arrabbiarti, non ribellarti la vita è amore, non lo sciupar. / Tesoro mio, sei luce e aria. / Stringimi forte. / Se chiudi gli occhi vedrai l'amor, AMOR. / Un bel sorriso, una carezza, un bacio caldo e il cuore va. / Non litigare, il cuor non vuole. / E solo inutile farlo soffrir. / Nel mondo regna sempre l'amor e io ti amo.

ono profondamente turbato e rattristato, perché, quando sono accanto a te, mi rendo conto di aver vissuto fino a oggi come un trasognato mezzo cretino. In quest'ora della notte l'unica persona che torna alla mia mente sei tu, e pronuncio il tuo nome, Luana, sommessamente. E affiora la felicità di quando ti sto accanto e tu mi guardi con tanta attenzione, che la scheggia di quei ricordi ora arriva fino alla radice più profonda del mio sangue. Sono triste, perché malgrado ti sia accanto quasi ogni giorno, mi sei sconosciuta a questa ansia di vita e di amore, esplosa nel momento in cui ti ho visto per la prima volta, quando seduta sul muretto ti sei voltata a guardarmi. Mi comprendi? Se non vuoi, distruggi questa lettera, ti prego, e perdonami. Dopodomani, quando ci incontreremo, io avrò già capito. Non cambierà nulla. Perché se dovrò uccidere la speranza, mi rimarrà, per il resto della mia vita, questo amore.

Giovanni

L'amore che ho per te e' profondo, dolce, appassionato, misterioso, geloso, unico, desideroso dei tuoi baci, delle tue carezze, della tua passione, delle tue parole, dei tuoi silenzi, dei tuoi sguardi, della profondità' dei tuoi occhi, del tuo cuore, dei tuoi fremiti d'amore, delle tue labbra, del tuo corpo, delle tue carezze, di tutto cio' che mi conduce a te, di tutto ciò «che sei, di tutto cio» che mi lega a te. Se tu sei legata a me quanto io sono a te, vieni amore mio, lasciati amare, abbandonati, stringimi a te con dolcezza, ferma il tempo con una ghirlanda di baci, rinnova con me il miracolo dell'amore.

S.

Caro amore impossibile, in strada anche questa sera passa la melodia del camion della spazzatura e il suo incedere implacabile mi ricorda quanta noia abbraccia le mie giornate. Il mezzo avanza lento, ogni giorno, alla stessa ora, con le stesse pause. Il cesto pneumatico, che solleva le immondizie, bruisce nel rumore opaco della notte e poi ti sorprende con lo schianto. In un attimo tutte le brutture gettate via, pronte per essere nascoste, annegate nei fondali più bui reflussi che torneranno chissà tra quanto tempo, come i miei rigurgiti morali che non smettono mai di svegliarmi la notte. Ogni giorno ci saranno altri rifiuti da smaltire... Ma tu, che irrompi nel dolce tedio dei miei giorni, sei come un sasso lanciato sul vetro, violento m'infrangi... ed io non ho più paura perché amare diversamente non è un peccato.

Sara