Sparò ai ladri in azione: la procura lo scagiona

Chiesta l'archiviazione per Stacchio. Uccise un bandito che stava assaltando una gioielleria: "Mi sono solo difeso"

Graziano Stacchio

Di giorno andava al lavoro come sempre, ma con la scorta. Aggrappato ai dettagli di una normalità perduta. Perché sebbene fosse diventato suo malgrado un eroe, talvolta dipinto in modo infedele come il cow-boy di un Veneto da Far west, rischiava di essere anche il possibile bersaglio di una vedetta. Di notte, invece, quando le telecamere si spegnevano, pregava per se stesso e per quel rapinatore che aveva ucciso per non essere ucciso. Ma per i più, Graziano Stacchio, era semplicemente ed è un uomo per bene finito alla sbarra per essersi difeso.

Oggi per il benzinaio di Ponte Nanto, nel vicentino, filtra la luce in fondo al tunnel di un lento ritorno alla normalità. La Procura ha chiesto l'archiviazione del procedimento per eccesso colposo di legittima difesa aperto a suo carico all'indomani della tragica sera che gli avrebbe stravolto l'esistenza. Quando - era il 3 febbraio di un anno fa - con il fucile regolarmente detenuto aveva esploso gli unici colpi della sua vita per proteggere e per proteggersi dall'assalto di una banda di nomadi armati alla gioielleria accanto al suo distributore di carburante. 14 mesi dopo i pm accertano la sua verità: i banditi spararono per uccidere, con raffiche di mitra esplose ad altezza d'uomo. Stacchio ha risposto ad una minaccia mortale in modo proporzionato, cercando di non colpire parti vitali dei rapinatori. Dei tre proiettili esplosi dalla sua canna, due erano indirizzati contro la carrozzeria dell'auto dei banditi, e uno alla gamba di uno dei rapinatori.

Stacchio era in servizio al momento della rapina. All'interno del negozio c'era solo una commessa sconvolta dalla paura. Senza esitare il gestore è corso a impugnare il fucile per difenderla e si è ritrovato d'improvviso dentro uno scontro a fuoco. E quando quell'uomo a volto coperto ha cominciato ad avanzare contro di lui puntandogli l'arma, Stacchio ha mirato alle gambe. Albano Cassol, 41 anni, sarebbe morto poco dopo, nel tentativo di fuga, per una ferita all'arteria femorale. Il cadavere è stato ritrovato nell'auto della fuga, con ancora il passamontagna calato sulla testa.

Dopo lo shock si è aperto l'incubo giudiziario, con l'indagine, le accuse di aver ecceduto nella difesa, di aver reagito in modo non proporzionale alla minaccia. È la volta della ribalta mediatica, ma anche della solidarietà di un intera comunità e un intero Paese che si schiera dalla sua parte. Si apre una raccolta fondi per sostenere il benzinaio di fronte a un'assurda ed eventuale richiesta di risarcimento danni da parte della famiglia del bandito ucciso.

«Mi aspettavo che la decisione della Procura arrivasse molto prima» dice oggi Stacchio, senza sorpresa. Non ha mai perso la fiducia. «Non ho sparato per uccidere mi sono solo difeso dai banditi che mi sparavano addosso», ripete ora, come ha fatto all'infinito in questi mesi di buio.

Commenti
Ritratto di centocinque

centocinque

Ven, 22/04/2016 - 08:36

Dovrebbero scusarsi per averci messo così tanto tempo a capire e prosciogliere, ma questi sono i tempi della magistratura (cosa diversa da giustizia)

vince50_19

Ven, 22/04/2016 - 08:50

Oh Stacchio, questa è stata una richiesta: remember!

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Ven, 22/04/2016 - 09:36

Molto contento dell'epilogo della vicenda e del fatto che la Giustizia ha fatto il suo mestiere (lentamente ma l'ha fatto). Comunque è morta una persona e, delinquente o meno che fosse, un'indagine era dovuta. Altrimenti è il Far West.

Ritratto di bandog

bandog

Ven, 22/04/2016 - 10:11

E ci mancherebbe che venisse incolpato per essersi difeso da raffiche di AK 47 sparate da delinquenti zingari(v. vocabolario ZANICHELLI)!!!

DuralexItalia

Ven, 22/04/2016 - 10:21

La prova provata che difendersi in caso di offesa evidente e certa, si può. Ma sono certo anche che il Sig. Stacchio avrebbe preferito mille volte di più che a difenderlo fosse stata l'azione dello Stato. Così non è ed egli (come confessato) si porterà dietro il rimorso della morte di un individuo seppur in occasioni eccezionali nelle quali ha difeso la propria e l'altrui incolumità. Se l'alternativa è il rischio di essere uccisi è chiaro che resta l'opzione autodifesa. Di chi è la responsabilità di questo far west? Di chi si arma per la difesa o di chi non riesca a garantire la sicurezza? E non parlo di Polizia e Carabinieri, chiaro...