Spara a moglie e amante, 26 anni fa uccise la ex

Simone Di Meo

Napoli Ventisei anni fa uccise la moglie da cui si era separato da due mesi, ieri ha ferito a colpi di pistola l'ex compagna e il suo nuovo fidanzato. Per il 54enne Giuseppe Antonucci, originario di Casalnuovo, si sono riaperte le porte del carcere e di un passato impossibile da dimenticare. L'uomo è stato arrestato dalla polizia dopo l'agguato scattato davanti al Tribunale di Napoli, nel centro direzionale del capoluogo al termine di una operazione che assomiglia tanto alla trama di un poliziesco yankee.

Le due vittime della sua follia omicida Rosaria Montiello e Antonio Fevola, entrambi di 40 anni sono stati feriti alla testa e all'emitorace, ma per fortuna le pallottole non hanno leso organi vitali. Ricoverati negli ospedali Loreto Mare e San Giovanni Bosco, sono stati dichiarati fuori pericolo dai medici. L'intervento tempestivo del 118 ha evitato il peggio.

Antonucci è stato convinto ad arrendersi da una telefonata di una coppia di agenti che già lo conoscevano per la tragedia che lo vide protagonista oltre un quarto di secolo fa. Vittorio Porcini del commissariato Ponticelli e Marco Salzano del commissariato Vasto sono gli eroi della giornata. Sono riusciti a recuperare il numero di cellulare dell'uomo e lo hanno convinto a consegnarsi alle forze dell'ordine nel corso di una lunga e concitata conversazione. Antonucci, dopo aver fatto fuoco verso la coppia, si era diretto alla macchina parcheggiata proprio nell'area di sosta del Palazzo di Giustizia. Lì si è liberato della rivoltella e ha proseguito a piedi. Probabilmente, non aveva nemmeno un piano di fuga pronto ma improvvisava sull'onda delle emozioni. Mentre i due poliziotti lo tenevano occupato al telefono, una volante si è recata a casa dell'uomo per verificare lo stato di salute delle due bambine avute dall'ex compagna rimasta ferita, una di 10 e l'altra di 12 anni. Antonucci ha anche un'altra figlia di 32 anni, orfana di madre. La donna si chiamava Loredana Esposito e aveva appena 22 anni quando fu assassinata da Antonucci il 25 gennaio del 1991. Al culmine della lite nell'abitazione della coppia, il consorte menò fendenti anche contro il cognato e la suocera.

Per quell'omicidio, avvenuto nel rione Luzzatti, una delle zone più degradate della città al confine tra Poggioreale e San Giovanni a Teduccio, Antonucci venne condannato a venti anni di carcere, il 2 febbraio del 1993.