Spariscono gli sgravi per gli assunti. Contributi a chi regolarizza stagisti

Ma Poletti promette tagli all'Irpef e al cuneo fiscale. Nel 2018

Roma - «Nel 2018, quando si affronterà la questione fiscale mettendo in cantiere la riforma dell'Irpef, si deve ragionare su un taglio strutturale del cuneo previdenziale e contributivo». Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ieri in un'intervista alla Stampa ha aggiunto una nuova promessa al catalogo delle meraviglie della manovra che precederà le prossime elezioni politiche: assieme al taglio dell'Irpef anche quello dei contributi (lo Stato potrebbe assumersi una parte dell'onere, versando quelli figurativi). Il non detto di tutto questo ragionamento è la necessità di votare Sì al prossimo referendum costituzionale per garantire la continuità dell'esecutivo.

A fronte di un futuro dai contorni ancora incerti c'è un presente caratterizzato da notevoli complessità. La legge di Bilancio 2017, infatti, prevede un cambiamento di regime per quanto riguarda le nuove assunzioni. Verranno, infatti, «pensionati» (soprattutto per questioni di stabilità finanziari) i vecchi sgravi contributivi e sarà introdotto un bonus per i datori di lavoro «che assumono i giovani che hanno fatto stage o tirocini formativi nell'azienda, insomma strumenti di formazione che vengono prolungati con una assunzione a tempo indeterminato». L'intenzione è erogare un contributo di 8.060 euro all'anno per tre anni, eguagliando il valore del superbonus della Stabilità 2015 che però riguardava tutti i neo assunti. La soglia minima è invece rappresentata dai 3.250 euro annui di sgravi (pari al 40% dei contributi) della versione ridotta della Stabilità 2016 che cesserà di essere efficace il prossimo 31 dicembre. Tra gennaio e luglio hanno beneficiato dello sgravio contributivo oltre 298mila assunzioni (o stabilizzazioni di contratti temporanei), concentrate soprattutto in Lombardia, Campania e Lazio. Un dato molto inferiore al milione di nuovi contratti ipotizzati dal governo. Ecco perché il bonus, che comunque prevedeva uno stanziamento di 800 milioni, non è stato confermato.

L'altro intervento troverà spazio fuori dalla manovra attingendo 530 milioni dal serbatoio dei fondi europei di coesione. Si tratta di un incentivo alle assunzioni in tutte le Regioni del Sud. Varrà per un anno sino a un massimo di 8.060 euro a lavoratore e «servirà a favorire l'assunzione di giovani sino a 25 anni e lavoratori che hanno perso un lavoro da almeno sei mesi, in questo caso senza vincoli d'età», ha chiosato il ministro. Potrebbero sopravvivere, infine, alcune agevolazioni come quelle per le donne e gli «over 50 svantaggiati». In entrambi i casi è previsto il taglio del 50% dei contributi Inps. «Così non si risolve il problema della disoccupazione giovanile», ha commentato la leader della Cgil, Susanna Camusso, come al solito scontenta.

Commenti

ILpiciul

Mar, 18/10/2016 - 09:32

Non si capisce perché si deve rimandare la soluzione dei problemi, di un anno, due anni etc. Ma che c..... .fanno tutto il giorno? Questo rubicondo ministro poi, forse al mattino pensa a cosa mangerà a pranzo e nel primo pomeriggio a cosa cenerà. E intanto il tempo passa. E il popolo italiano impoverisce.

Ritratto di cangrande17

cangrande17

Mar, 18/10/2016 - 09:45

La sostanza non cambia. Il danno oramai è fatto, e si chiama JOBS ACT. Non mi stancherò mai di dire che quella funesta riforma ci ha condannato al diventare come il Sudamerica. Nel giro di pochi anni, su 100 italiani 1 sarà ricco e gli altri 99 poveri/schiavi/precari/disoccupati. Non esisterà più una classe media e chi potrà permetterselo andrà in giro armato. Grazie Renzi! Grazie Poletti! Grazie sindacati!