Spuntano le larghe intese per riavere i soldi pubblici

Dal Pd a Sel fino a Fi, i partiti con le casse vuote studiano come reintrodurre il finanziamento. Il flop del 2 per mille

Dalle vacche grasse alle vacche magre, magrissime, vitellini che a stento si reggono in piedi. Il passaggio dal fastoso finanziamento pubblico ai partiti a quello volontario, col sistema del 2 per mille nelle dichiarazioni dei redditi degli italiani, è stato a dir poco traumatico. Per dire: Scelta civica ha raccolto la miseria di 7mila euro dai complessivi 156 italiani che hanno deciso di finanziare il partito fondato da Monti, 156 su 41 milioni di contribuenti-elettori. Meglio dell'Udc, che ha convito solo 114 persone a donare il loro 2 per mille, per un totale di 3mila euro, che dovrebbe bastare al partito di Casini per pagare uffici, bollette, stipendi per un anno... Ma anche il record del Pd (199mila euro racimolati dai 730) impallidisce di fronte alle decine di milioni che fino al 2013 entravano regolarmente nelle casse del partito, sui centinaia annuali del finanziamento pubblico. Inevitabili per quasi tutti la chiusura di sedi, il licenziamento di personale, la cassa integrazione. E quindi, che fare, visto che gli italiani non sembrano granché entusiasti di regalare soldi ai partiti e che i tesserati sono ormai una specie in estinzione? Aumentare le cene di fund raising , con imprenditori e banchieri dal portafoglio generoso, oppure.

Oppure seguire il suggerimento contenuto in alcune proposte di legge che iniziano a comparire in Parlamento, per ora solo da sinistra ma non si escludono adesioni e iniziative simili anche dall'altra parte. Si è mossa Sinistra e libertà, con il suo deputato Paglia, che ha da poco presentato un ddl per l'istituzione del «Fondo per il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici». I vendoliani alla Camera chiedono che lo Stato eroghi un euro per ogni voto ottenuto da un partito che ottenga almeno un eletto in Parlamento, ma anche a Straburgo o nei consigli regionali, e che il sistema sia gestito dall'autorità Anticorruzione, quella del supermagistrato Cantone. Se si prendono a le ultime elezioni europee del 2014, al numero di votanti corrisponderebbero circa 29 milioni di euro di finanziamento, stando alla proposta di Sel. Cioè quasi cento volte più di quanto raccolto dai partiti con il 2 per mille. Un bel passo avanti. Anzi, indietro, al vecchio sistema.

Al Senato, per il Pd, ci ha pensato Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, custode dell'immenso patrimonio immobiliare dei nipotini del Pci e alfiere del finanziamento pubblico ai partiti. La sua proposta prevede un fondo di 2 milioni di euro per finanziare le primarie dei partiti politici, intesi come «associazioni riconosciute aventi personalità giuridica», dotati di un atto costitutivo, uno statuto e simboli «di esclusiva proprietà del partito». Mentre si dice che lo stesso vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini stia per presentare una proposta di riforma (anche) sul finanziamento della politica.

I partiti piccoli, poi, sono tutti d'accordo a reintrodurre il finanziamento, a iniziare dal Psi, rappresentato al governo dal suo segretario, il viceministro Nencini (Infrastrutture). «La questione del sostegno all'attività politica è un problema vero - dice all' Avanti il tesoriere del Psi, Oreste Pastorelli - Sarà inevitabile rimettere mano alla legge».

E a destra? Racconta Maurizio Bianconi, anima inquieta di Fi e già tesoriere del partito, che lo stesso Berlusconi si sarebbe pentito dell'abrogazione dei fondi pubblici ai partiti. «Col tempo e con la paglia matura la sorba e la canaglia, proverbio che indica che prima o poi le cose ragionevoli prendono il sopravvento - dice Bianconi - L'ultima volta che ho visto Berlusconi mi ha detto che si era convinto anche lui...». E in Forza Italia, che coi rubinetti chiusi ha dovuto lasciare a casa 55 dipendenti (la Lega anche di più, una settantina di persone) sono in tanti a pensarci seriamente. Per non parlare di Ncd, a iniziare dal suo coordinatore Gaetano Quagliariello. Le larghe intese per ridare i soldi a partiti ci sono già.