Stilista impiccata Ipotesi istigazione al suicidio

Elena Gaiardoni

Carlotta Benusiglio disegnava abiti e saranno gli abiti a risolvere il mistero della sua morte. Nessun segno di violenza sul suo corpo, ma la procura di Milano apre un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti per proseguire le indagini. Il primo risultato dell'autopsia, disposta dal pm milanese Antonio Cristillo, denuncia un suicidio per impiccagione. Esito non definitivo. La fulgida, elegante bruna della Milano bene, trovata appesa a un pruno da un passante in piazza Napoli alle sei del mattino di martedì, si sarebbe tolta la vita con una sciarpa intorno al collo. Solo una specie di impermeabile sul corpo spento. Stilista di «Blume», il destino di Carlotta rimane legato ai vestiti. Secondo gli investigatori sarà lo studio più approfondito degli indumenti che la trentasettenne portava addosso a risolvere il dubbio: suicidio, omicidio, suicidio indotto?

Le prime prove oggettive portano gli inquirenti sulla strada della morte voluta, non pianificata: Carlotta aveva progettato un viaggio a Taormina con la sorella, aspettava un'amica dall'Argentina, era in procinto di consegnare un abito da sposa. I suoi gatti, quelli non li avrebbe mai abbandonati su due piedi. Se è suicidio, viene a galla dopo una serata passata in un bar, poi il ritorno al loft, il letto sfatto, macchie di sangue tra le lenzuola, l'ultima passeggiata milanese verso un albero a pochi metri da casa, che la giovane avrebbe scelto - coscientemente? - come pubblica bara.

Strano. Vero? Inverosimile secondo la sorella Giorgia, che spinge dalla parte opposta. Quella parte scomoda dalla quale emerge una relazione dolorosa della donna con un uomo difficile, botte serie, da ricoveri ospedalieri e mandibola rotta. Lei stessa annota: «La passione è dolore». Le prove vorrebbero chiudere il caso in poco tempo, ma la famiglia non si arrenderà dall'oggi al domani, convinta che Carlotta non sia morta dall'oggi al domani. Alle sue spalle indizi che indicano una morte violenta, quasi intravista, come in mezzo a pastiglie di ansiolitici.