"Stop austerità e Ue spaccata" L'autocritica del vice sulla linea della Merkel

Berlino Compagni, abbiamo sbagliato. Il leader dei socialdemocratici tedeschi e numero due del governo federale, Sigmar Gabriel, fa retromarcia sulla politica di austerità dettata dalla Germania. Il socio di minoranza del governo guidato da Angela Merkel ha espresso il timore che l'Unione europea si spacchi; e la fissazione tedesca per il rigore nei conti pubblici sarebbe proprio il responsabile della spaccatura. «È inconcepibile che Paesi come l'Italia e la Francia impegnati nelle riforme debbano affrontare uno sforzo gigantesco per fare mezzo punto percentuale di deficit in più» ha dichiarato allo Spiegel Gabriel.

Una forma di autocritica: firmando a fine 2013 l'accordo di coalizione con Angela Merkel, i socialdemocratici hanno ottenuti ritocchi più generosi alle pensioni e l'introduzione per legge di un salario minimo. L'accordo con Merkel e con il mastino a guardia dei conti, il riconfermato ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, prevedeva però anche il sostanziale abbandono dai parte dei socialdemocratici alle pretese di un ammorbidimento della linea tedesca con i partner dell'Eurozona invischiati nella crisi finanziaria. Allora continuavano a circolare le tesi anche italiane per l'emissione di eurobond e i conservatori tedeschi hanno fatto muro contro il ritocco dei Trattati per distribuire il debito. I socialdemocratici furono allora accusati di aver svenduto la linea del Pse per una Ue più improntata alla crescita che al rigore. Oggi Gabriel fa mea culpa.

I tempi sono maturi. Il quarto anno del patto di legislatura si avvia alla conclusione: fra nove mesi i tedeschi sono chiamati a rinnovare il Bundestag. I socialdemocratici si sentono soffocati dall'abbraccio con la leader cristiano-democratica e guardano a sinistra. Al giro precedente la stessa sorte era toccata ai Liberali (Fdp) rimasti, dopo il governo con Merkel, addirittura fuori dal Bundestag. L'Spd non è messa così male ma i risultati dei sondaggi sono comunque deludenti: il partito di Gabriel non supera il 21%, troppo poco per insidiare la Cdu che, al netto delle difficoltà per l'emergenza profughi e l'ondata di terrorismo, resta attorno al 33%. A lungo si è speculato sui socialdemocratici in cerca di un'alleanza rosso-rosso-verde coi social-comunisti della Linke e gli ecologisti. Nell'intervista allo Spiegel Gabriel fa un po' di chiarezza. Quel tipo di alleanza, ha affermato, «non è certamente l'unica che si possa immaginare». La sua preferenza è quella al governo in Renania-Palatinato e cioè con Verdi e Fdp, «in ultima analisi - ha detto Gabriel - con due partiti liberali».

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 09/01/2017 - 07:53

la politica economica adottata prima del golpe da Berlusconi era sicuramente la più adatta alle esigenze del nostro paese: i risultati di quella pretesa dall emerito su ordini ricevuti da Berlino, sono stati non solo opposti alle loro aspettative ma addirittura catastrofici e gli artefici di tali politiche sono stati premiati: cio significa che non si trattava di riforme, ma anche di invalidare l' economia di un paese che contrastava il potenziale industriale tedesco. Quel tale emerito che percepisce pensioni annuali per quasi un milione di euro, dovrebbe essere processato e non elogiato quotidianamente.

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 09/01/2017 - 07:56

ad elogiarla nella maniera più giusta ci pensera Trump!