Strage in fabbrica: è un'altra Thyssen

Esplode uno stabilimento di botti: 6 morti, 5 feriti. Effetto a catena causato dallo scoppio di un furgone

BariCome un bombardamento. Un'esplosione dopo l'altra: la prima annunciata alle 12,30 da un boato che ha fatto tremare le finestre delle case a chilometri di distanza, poi quelle che hanno sbriciolato la fabbrica di fuochi d'artificio lasciando un tappeto di macerie e una scia di devastazione e morte. Sei persone hanno perso la vita, altre cinque sono ricoverate in ospedale, una è in condizioni disperate.

È accaduto nell'azienda Bruscella, nei pressi di Modugno, paesone di quasi sessantamila abitanti alle porte di Bari, dove ancora adesso la mattinata di terrore è rivelata da lamiere e pezzi di ferro accartocciati, muri sventrati e alberi inceneriti, macabri testimoni di una tragedia ancora in gran parte da spiegare. E poi il fumo, la colonna di fumo nero come la pece che ha avvolto questo fazzoletto di terra, una macchia scura e densa nel cielo limpido e bollente della Puglia di fine luglio, dove i vigili del fuoco si sono fatti largo per ore tra gli ulivi in fiamme per mettere in sicurezza la zona mentre la gente in preda al panico fuggiva inseguita dalle esplosioni che si sono susseguite per istanti interminabili impedendo ai soccorritori di avvicinarsi. «Abbiamo sentito il boato, tremava tutto, è stato un incubo, sembrava che il paese fosse sotto assedio» dicono a Modugno; in tanti rimangono affacciati ai balconi con gli occhi spalancati su quell'ammasso di macerie là in fondo, proprio dove comincia la distesa di ulivi che continua a bruciare e vomitare fumo. «Ci vorranno almeno 24 ore per entrare nella fabbrica», avverte il procuratore del tribunale di Bari, Giuseppe Volpe. Il quale spiega che «il bilancio delle vittime è tragicamente alto».

Non è stato un solo e drammatico istante, non è stata una scintilla isolata. Al contrario, la prima esplosione ha innescato le altre. E così le ore di questa interminabile mattinata macchiata di morte sono state scandite da altre deflagrazioni, avvertite anche nei paesi vicini e in un centro sportivo di Modugno dove in quel momento c'erano settanta bambini riuniti per il campo estivo: i muri hanno cominciato a tremare, alcuni quadri sono caduti, la struttura è stata subito evacuata con i bus navetta, i genitori hanno potuto riabbracciare i propri figli mentre rimbalzavano le prime drammatiche notizie sulla tragedia. Nel frattempo dinanzi all'azienda sulla provinciale 92 sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e carabinieri, che hanno avviato indagini.

Secondo una prima ricostruzione, in quel momento nella ditta Bruscella, tra le più note della zona, c'erano 14 persone ed erano in corso i preparativi per l'allestimento dei giochi pirotecnici destinati alle feste patronali, molto diffuse nei paesi pugliesi in questo periodo. Un lavoro delicato, ancor di più a causa delle elevate temperature di questi giorni. All'improvviso il boato. Gli investigatori ipotizzano che in un primo momento sia esploso un furgone utilizzato per il trasporto, poi ci sarebbe stato un tragico effetto a catena che ha polverizzato la fabbrica. Gli operai sono rimasti sepolti sotto quelle macerie infuocate, è scattata la corsa in ospedale: sei sono morti subito (inizialmente si era sparsa la voce che fossero sette), tra i deceduti due indiani. In cinque sono ricoverati, uno ha riportato ustioni sul 95 per cento del corpo ed è stato trasferito nel centro specializzato dell'ospedale Perrino. I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la giornata, supportati da due Canadair decollati per spegnere i numerosi focolai che si sono sprigionati tra la macerie. Dove invece spunta ed è rimasta integra solo la grande insegna dell'azienda: fuochi d'artificio disegnati su fondo scuro, un'immagine di festa mentre tutt'intorno è solo devastazione e dolore.