Strage sul bus dell'Erasmus: morte 13 ragazze, 7 le italiane

A bordo 57 studenti di diverse nazionalità: tornavano da un festival Fermato dalla polizia l'autista del pullman. Forse un colpo di sonno

Diana AlfieriTredici vittime, sette italiani. Tutti andati in Spagna per studiare e sognare di costruirsi un futuro migliore. Morti sulla strada del ritorno a Barcellona. Poco più di un mese fa accadde in Francia. Un minibus carico di ragazzini che andavano a scuola finito contro un camion a Rochefort, nel dipartimento di Charente-Maritime. Sei fu il macabro bilancio dei morti.Ieri una tragedia analoga. Stavolta in Spagna, in Catalogna. Ed è stata un'altra strage: tredici le vittime, tra cui sette italiani, oltre una quarantina i feriti, di cui una dozzina in condizioni serie. Ma nessuno di questi sarebbe in pericolo di vita. E per un imperscrutabile disegno del destino a morire, sono state tutte ragazze.La tragedia si è consumata in mattinata, alle ore 6, a Freginals, vicino Tarragona, lungo l'autostrada Ap-7 che collega Valencia a Barcellona, sul pullman, che è andato a schiantarsi contro un'auto, viaggiavano 57 studenti universitari del programma Erasmus, provenienti da una ventina di paesi diversi. Erano andati ad assistere a un festival di fuochi d'artificio a Valencia, la famosa Fiesta de Las Fallas, e stavano tornando in sede. Tra loro, ha fatto sapere in serata la Farnesina, almeno sette connazionali.«Il cuore spezzato per le vittime italiane e per le altre giovani vite distrutte nell'incidente in Spagna», ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Profondo e dolore e sgomento per quanto accaduto in Spagna, vicini alle famiglie delle giovani vittime». È quanto ha scritto online anche il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. Le famiglie dei connazionali sono state invitate a rivolgersi alla sala operativa dell'unità di crisi della Farnesina. E sul posto è stato inviato nostro console generale a Barcellona, Stefano Nicoletti che ha incontrato alcuni giovani. Pare che le loro condizioni non siano preoccupanti. I feriti sono stati trasferiti in diversi ospedali della zona (ventidue dimessi poco dopo), mentre le salme sono state trasportate a Tortosa dove è stato allestito un centro per accogliere i familiari. Tra i feriti italiani una studentessa toscana e due piemontesi. Secondo quanto appreso i genitori della ragazza del Grossetano saputo dell'incidente, hanno cercato di raggiungere via telefono la figlia ma non ci sono riusciti. Successivamente sono stati contattati dalla Farnesina, quindi sono partiti: lei è ricoverata all'ospedale di Tarragona. C'è anche una studentessa di Farmacia dell'Università di Torino. La ragazza, 22 anni il prossimo giugno, è originaria di Dronero, nel Cuneese. È in ospedale ma non è in pericolo di vita. Con lei c'era, anche un'altra studentessa di Farmacia torinese di cui non si hanno notizie. La ragazza, della quale non si conosce il nome, ieri non rispondeva al cellulare. Gli studenti provenivano da Italia, Francia, Olanda, Finlandia, Ungheria, Germania, Svezia, Norvegia, Svizzera, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Regno Unito, Perù, Bulgaria, Polonia, Irlanda, Palestina, Giappone, Ucraina e risultano iscritti a facoltà universitarie di Barcellona. Ancora da chiarire le cause dell'incidente, anche se stando al capo del governo catalano, Carles Puigdemont, da una prima sommaria ricostruzione sembrerebbe che a causarlo sia stato una disattenzione, uno sbaglio forse proprio dell'autista del bus. Lui, incredibilmente, è uscito dal bus semi accartocciato soltanto «ammaccato» ed è stato portato in un commissariato di polizia per essere ascoltato. Da quanto trapela è stato messo in stato di fermo. Si tratta di un quarantasettenne dal passato «immacolato»: 17 anni di servizio alle dipendenze della ditta Autocare Alejandro senza mai un incidente. I test di controllo per droga ed alcol hanno dato esito negativo. «Saranno le indagini a stabilire le responsabilità, ma è probabile che si tratti di un errore umano», ha ribadito più tardi il ministro degli Interni catalano Jordi Janè. Fonti ufficiose, parlano di un colpo di un probabile colpo di sonno del conducente che per questo avrebbe perso il controllo del mezzo. Stando alle testimonianze e ai rilievi effettuati dalla polizia la dinamica sarebbe questa: il pullman avrebbe prima colpito il guardrail sulla destra per poi sbandare e andare a travolgere la divisione centrale, rompendola e finendo nella carreggiata opposta dove si è scontrato con un'auto che arrivava dal senso opposto. Quindi si è fermato appoggiato su un fianco.Ci sono volute oltre due ore di lavoro per soccorrere i feriti, ricomporre i cadaveri e poter riaprire l'autostrada.

Commenti
Ritratto di Izarbetaurrekoduna

Izarbetaurrekoduna

Mar, 22/03/2016 - 09:58

Quello che è successo ieri e gli attacchi in Belgio di oggi trovano unica causa nelle esasperate corse al prezzo più basso, che richiede mano d'opera a basso costo dall'estero, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti; fare guidare di notte un autista di 63 anni è omicidio; queste sono le prime vittime di una guerra; Giordano aveva ragione sulle morti frequenti degli ultimi anni.