Strangolò la fidanzata in auto. Niente sconti: 30 anni di cella

Condannato il 36enne che uccise la 21enne che voleva lasciarlo. Poi girò tutta la notte con il cadavere accanto

«Grazie a tutte queste persone. Hanno fatto veramente di tutto per aiutarci». Ha gli occhi pieni di lacrime Antonella Zuccolo mentre abbraccia, uno dopo l'altro, gli uomini della squadra mobile di Udine, che l'hanno aiutata in questi dodici mesi ed erano in aula ieri quando il Tribunale in primo grado ha condannato l'assassino della figlia, Nadia Orlando.

Il Gup Mariarosa Persico ha accolto la richiesta del pm Letizia Puppa, che chiedeva il massimo della pena prevista dal rito abbreviato per Francesco Mazzega, l'allora fidanzato della ventunenne di Vidulis di Dignano (Udine). L'uomo, 36 anni, il 31 luglio scorso, al termine di una lite, strangolò in auto la giovane donna, con la quale era fidanzato da un anno. Poi, con il cadavere accanto, vagò per tutta la notte, prima di suonare al citofono della polizia stradale, a cinquanta chilometri dal luogo del delitto dicendo: «Credo di aver commesso un delitto».

Il pm ieri aveva chiesto che fosse riconosciuta l'aggravante dell'omicidio commesso per futili motivi e non venissero concesse attenuanti. E così è stato.

Nadia e Francesco erano colleghi di lavoro alla Lima, una ditta che si occupa di protesi ortopediche a San Daniele del Friuli. L'uomo aveva frequentato l'università di Trieste laureandosi, lei il liceo Zanon di Udine.

La differenza d'età tra i due e la gelosia di lui avevano finito per logorare il rapporto e la sera dell'omicidio la coppia si era incontrata per decidere se proseguire o interrompere quella relazione. Ieri alla sentenza si è arrivati dopo un paio d'ore di camera di consiglio e Mazzega è stato condannato per omicidio volontario aggravato da futili motivi ed è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale della pena. Il giudice lo ha condannato anche al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, da quantificare in separato giudizio, con una provvisionale di 200 mila euro ciascuno ai genitori di Nadia e 100 mila euro al fratello. Le motivazioni della sentenza, però, saranno depositate tra 90 giorni e solo allora i difensori dell'imputato decideranno se presentare o meno appello.

Ad affiancare la famiglia Orlando in aula ieri c'erano anche il sindaco di Dignano, Riccardo Zuccolo, e gli avvocati del Comune e dell'associazione Voce Donna Onlus di Pordenone costituiti parte civile. «Manca la parte principale. Manca Nadia», ha detto commosso il papà Andrea uscendo dal tribunale.

A dicembre il trentaseienne aveva scritto alla famiglia della ventunenne per chiedere scusa, ma quelle righe erano servite a poco. Ieri Giuseppe Melillo, amico della famiglia Orlando, in Tribunale ieri insieme a una rappresentanza di abitanti di Vidulis ha fatto sapere che il paese non dimentica e il 31 luglio, alle 21.30, davanti alla chiesa di Muzzana sarà organizzata una fiaccolata pacifica in ricordo di Nadia.