Gli strani giochi dell'intelligence di Londra

C'è del marcio a Manchester. Anche perché dietro la strage potrebbero esserci i giochi un po' pericolosi e un po' avventati dell'intelligence britannica. Un'intelligence convinta di poter utilizzare il kamikaze Salman Abedi per individuare capi e basisti dell'Isis, ma inconsapevole di esser davanti ad un piano stragista ormai all'epilogo. La ciliegina sulla torta di segnalazioni e indizi sottovalutati è arrivata ieri assieme a quella dell'arresto di un 25enne, ultimo dei dodici fermati dall'inizio dell'inchiesta. Secondo fonti libiche, riprese dal Sunday Telegraph, il ventenne Hashim Abedi, fratello minore dell'attentatore suicida, aveva partecipato a un complotto dell'Isis per uccidere il funzionario tedesco Martin Kobler, inviato Onu in Libia. La scoperta del complotto risale però alla fine dello scorso anno. Molti dunque si chiedono come mai intelligence libica e britannica abbiano atteso la strage di ragazzini per comprendere la pericolosità di Hashim, di suo padre Ramadan e dell'attentatore suicida Salman. Anche perché se papà Ramadan era conosciuto da Tripoli a Londra come ex militante del «Gruppo Islamico Combattente Libico», la costola di Al Qaida attiva in Libia ai tempi di Gheddafi, i figli non erano certo degli stinchi di santo. Hashim, prima di confessare la partecipazione al complotto contro Kobler, si era fatto notare su Facebook per le foto in cui maneggiava una mitragliatrice. Il kamikaze Salman aveva confidato la sua vocazione stragista ad alcuni correligionari della moschea di Disdbury a Manchester che l'avevano denunciato per due volte al centro anti-radicalizzazione del ministero degli Interni. Circostanza confermata anche dal ministro all'interno Amber Rudd. E neppure il 23enne Ismail, il più grande dei tre fratelli arrestato a Manchester, era un moderato. Eppure l'intelligence britannica, attentissima - dopo le bombe di Londra del luglio 2005 - a individuare e smantellare sul nascere le cellule jihadiste, stavolta non ne ha azzeccata mezza. Dietro il fallimento vi sarebbe l'erronea convinzione di poter individuare mandanti e basisti concedendo a Salman ampie libertà di movimento. Un'operazione avviata senza comprendere di esser davanti ad un piano ormai prossimo all'esecuzione. Altrimenti non si spiegherebbe come Salman, il fratellino Hashim e il padre Ramadan abbiano potuto muoversi tra Tripoli e Manchester. E soprattutto non si comprende come Salman, già segnalato da francesi e americani come un reduce della Siria, sia rientrato da Tripoli passando dalla Germania, il 18 maggio scorso senza esser sottoposto a serrati controlli. Controlli giustificati anche dai precedenti rapporti con Raphael Hostey, un reclutatore dell'Isis conosciuto con il nome di battaglia di Abu Qaqa al Britani, fuggito da Manchester a Mosul e ucciso da un drone lo scorso aprile. Secondo alcune indiscrezioni gli investigatori avrebbero deciso di usare Salman come «lepre» dopo le segnalazioni sui passaggi a Manchester di un misterioso basista, proveniente da Bruxelles, conosciuto con il nome di Obaidi. Considerato il coordinatore di tutte le cellule terroristiche dirette in Europa da Siria e Libia, Obaidi manterrebbe i contatti con l'artificiere responsabile della realizzazione degli ordigni usati sia a Parigi, sia a Bruxelles, sia ora a Manchester. Il nome del super-ricercato Obaidi era emerso durante le indagini su Abdalraouf Abdallah, un 23enne libico amico di Salman Abedi , condannato a cinque anni e mezzo per collusione con il terrorismo. Un'altra stranezza tutta libica è il ruolo giocato nella vicenda dalla cosiddetta «Forza speciale di deterrenza» la milizia islamista di Tripoli responsabile della lotta all'Isis. Formata in gran parte da ex militanti del Gruppo Islamico Combattente, ovvero Al Qaida, la milizia era sicuramente al corrente del passato del padre di Salman e, probabilmente, anche del suo passaggio allo Stato Islamico. Visti i rapporti della milizia con vari servizi occidentali, inglesi compresi, molti si chiedono dunque come mai l'ambiguo ruolo del capo famiglia sia emerso soltanto a strage avvenuta.