Lo strano scenario da marcia su Roma per i Cinque stelle

Più passano i giorni, più si fanno concrete le possibilità che Grillo e Casaleggio mettano le mani su Roma

Più passano i giorni, più si fanno concrete le possibilità che Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio mettano le mani su Roma, un successo che dovesse arrivare scuoterebbe l'intero panorama politico e farebbe traballare anche Palazzo Chigi. Eppure, grazie a quanto sta avvenendo in queste settimane nel centrodestra da una parte e nel centrosinistra dall'altra, i Cinque stelle potrebbero davvero trovarsi spianata la strada che porta al Campidoglio.A Roma, infatti, non c'è più solo la frustrazione cronica di due elettorati molto disillusi dopo le pessime performance da sindaco di Gianni Alemanno prima e Ignazio Marino poi. Ma pure una politica che dall'una e dall'altra parte non sembra in grado di riprendere il bandolo della matassa, continuando quindi a spingere l'elettorato romano verso il voto di protesta. Senza contare che arrivati a poco più di due mesi dal voto (che potrebbe tenersi già a fine maggio) il centrodestra si presenta ancora in ordine sparso, mentre il centrosinistra non esclude di farlo.Il braccio di ferro di Matteo Salvini su Roma, infatti, ha spaccato la coalizione e indebolito non poco la candidatura di Guido Bertolaso. Un'operazione, quella del segretario della Lega, che con ogni probabilità guarda più alla futura leadership nazionale del centrodestra che alla sfida per il Campidoglio, con Salvini che vuole accreditarsi come «autonomo» da Silvio Berlusconi tanto da non convergere sul suo candidato. Se alla fine lo farà, sarà solo per non far saltare il banco e comunque senza alcuna passione. La corsa di Bertolaso, insomma, rischia di essere azzoppata in partenza, complice anche la candidatura di Francesco Storace (ancora in pista) e quella di Alfio Marchini, che pur venendo da sinistra a destra di voti ne pesca. Divisa è pure la sinistra, con la candidatura di Stefano Fassina e la presenza sul campo di Ignazio Marino che rischiano di rosicchiare consensi a Roberto Giachetti. Se poi alla fine dovesse davvero scendere in campo l'ex ministro Massimo Bray (catalizzando tutte le forze cittadine che non si riconoscono nel Pd di Matteo Renzi) per Giachetti il danno sarebbe serio.Uno scenario, insomma, nel quale la corsa della grillina Virginia Raggi verso il ballottaggio sembra essere davvero in discesa. Con il dettaglio non indifferente di raccogliere consensi anche nel centrodestra, al punto che lo stesso Salvini ha detto che in caso di ballottaggio M5S-Pd voterebbe «senza dubbio» per i grillini.

Commenti

antipifferaio

Mer, 09/03/2016 - 09:15

Premetto che non sono grillino e Dio ce ne scampi...ma quale marcia su Roma....ma li avete visti? Magari la facessero davvero sarei il primo a sostenerli. La verità è che i partiti hanno fatto il MAGNA su Roma e questi emeriti "sconosciuti" non faranno nessuna marcia in quanto hanno già un'autostrada aperta su gran parte d'Italia. Il bilancio è da guerra: impoverimento su larga scala di cui al sud sono visibili le macerie da "bombardamento PD/bancario". Imigrazione selvaggia e sottomissione allo straniero. UE come la galera o qualcosa da cui fuggire per non crepare. L'euro che ci ha dissanguato e ridotto ad essere schiavi in casa nostra. Insomma che cosa deve sopportare un povero cristo prima di "ribellarsi"? P.S.: Salvini ha ragione a volersi sbarazzare del Cav., il quale potrebbe tranquillamente abdicare e ritirarsi in uno dei suoi paradisi dorati. La DESTRA VA RIFONDATA, punto.. Un parlamento divenuto collaborazionista può solo arrendersi al "popolo nemico"....

Ritratto di alice.

alice.

Mer, 09/03/2016 - 09:57

solo i Cinque Stelle derattizzare mafia capitale