Stregoni del Dna senza controllo Siamo tutti cavie

È inutile allarmarsi, invocare limiti alla scienza, puntare il dito sugli scienziati che giocano a fare Dio. È troppo tardi, l'eugenetica è già qui. È nell'utero in affitto, nell'aborto selettivo in caso di malattie rare o genetiche, nei figli su misura, con il Dna di tre persone. È nella mappatura completa del genoma umano, iniziata nel 2001 grazie a Craig Venter, che voleva persino «brevettare» il Dna finché la Corte suprema Usa gliel'ha impedito. La nuova frontiera della manipolazione genetica «favorisce e sviluppa le qualità innate di una razza (sic), giovandosi delle leggi dell'ereditarietà genetica», stando alla definizione della Treccani.

La clonazione dell'uomo è solo l'ultimo passaggio dalla fantascienza alla realtà. I paragoni con il nazismo e gli esperimenti del dottor Mengele si sprecherebbero, ma guai a dirlo. La scienza oggi (come allora, sic) si muove in nome di un futuro senza malattie, senza disabilità (la nascita di bambini con la sindrome di Down è calata drasticamente) ma a che prezzo? Siamo al rovesciamento della realtà, come ha ricordato Papa Francesco: non più «scienza e tecnologia per l'uomo e al servizio del mondo ma l'uomo al servizio della scienza».

Già oggi si può cambiare il Dna di un adulto. Negli Usa a un uomo con una malattia metabolica congenita è stato tagliato (e sostituito) un pezzo di Dna con delle forbici molecolari di zinco. Sono passati due mesi e non sappiamo altro. È inutile che il presidente della Cei Gualtiero Bassetti parli di «soglie che restano invalicabili e non si devono oltrepassare». Tutti gli steccati sono stati abbattuti.

Il vero problema è non c'è più neppure un'etica condivisa della ricerca. Non sappiamo neppure cosa succede dall'altra parte dell'oceano, in Cina. È come se ci fosse una nuova cortina di ferro. Già oggi degli esseri umani, delle persone, sono state trattate come vere e proprie cavie - come con gli ebrei nei campi di concentramento - con l'alibi più nobile: salvare altre persone.

Per il Washington Post un gruppo di scienziati cinesi dell'università di Guangzhou ha già modificato il genoma di 86 embrioni umani per eliminare il gene della talassemia, ma ci è riuscito solo in 28 embrioni. Negli altri casi l'intervento ha causato «mutazioni indesiderate in altri geni». Ma per la scienza l'embrione è già vita perché si è costituita l'identità genetica di un nuovo individuo. Persino gli scienziati inglesi, i più spregiudicati in Europa in materia di manipolazione del Dna, sono scettici su questi esperimenti e chiedono che la comunità scientifica internazionale intervenga. Perché se nessuno ferma i moderni stregoni del Dna saremo tutti cavie.