Stuprata in spiaggia, trova i colpevoli su Facebook

Il coraggio di una 15enne ha portato al fermo dei tre minorenni che avevano abusato di lei

Gianpaolo Iacobini

Stuprata a 15 anni dal branco: attraverso facebook trova i suoi aguzzini e li denuncia ai Carabinieri. Tra la California e Napoli, da Palo Alto allo scoglione di Marechiaro. È l'asse sul quale si consuma la storia di Angela. Nome di fantasia per una vicenda reale. È il racconto di uno stupro finito in una denuncia presentata ai carabinieri della Compagnia di Bagnoli ed ora oggetto di un'inchiesta aperta dalla Procura dei minori con un'ipotesi di reato pesante: violenza sessuale di gruppo. Tre gli indagati, di età compresa tra i 16 ed i 17 anni, rintracciati dalla ragazzina su Facebook, ormai album fotografico più aggiornato di quello delle questure e soprattutto strumento in grado di dare un volto a chiunque, come accaduto un mese fa sempre all'ombra del Vesuvio, con uno scippatore passato per direttissima dal mondo virtuale alla cella per le sue foto apparse sul profilo del derubato, complici alcune amicizie condivise. Ed amici in comune, ma in carne e ossa, sarebbero all'origine del fattaccio di Posillipo. È l'ultima domenica di maggio: il caldo spinge Angela a cercare refrigerio al borgo marinaro. È in compagnia. Poco in più in là si muove un'altra comitiva di giovanissimi. In tre se ne staccano. Chiacchierano coi coetanei, ne invitano un paio a bere una bibita fresca. La quindicenne accetta e s'allontana con loro. «Mi sono fidata. C'erano altre persone attorno. Cosa poteva mai accadermi?», racconterà ad un'amica qualche giorno più tardi, una volta trovata la forza di confidare quello che inizialmente tiene per sé. È proprio la compagna a convincerla a parlarne con la madre e le forze dell'ordine. Agli investigatori affida i ricordi di quella giornata. Riferisce di due diciassettenni di Capodichino che, nudi, la spogliano e la palpeggiano, «facendola avvilire e neutralizzando ogni sua reazione diretta ad allontanarsi e sottrarsi alle violenze», si legge nei verbali . Ma il peggio è dietro l'angolo. Perché quando i due mollano la preda, sulla scena irrompe un sedicenne. Fa il barista a Forcella. Tende una mano alla ragazza, si offre di aiutarla a tornare in spiaggia. Invece la afferra per i capelli e schiacciandole la faccia ad un muro la costringe ad un rapporto completo. L'avvocato Matteo De Luca, che assiste i tre presunti stupratori, si dice pronto ad offrire alla Procura elementi che consentirebbero una diversa lettura degli eventi.