Sud, strano asse Salvini-De Girolamo

Il leghista Sofo e la ribelle Ncd discutono di Mezzogiorno. Con la regia del leader del Carroccio

NettunoC'è una ruspa che comincia a muoversi al Sud. Alla guida c'è Nunzia De Girolamo. Ed è uno schiaffo ad Alfano e una mano tesa a Salvini: «Se cominciamo a mettere le stellette su tizio e su caio - dice la pur dirigente di Ncd - non faremo la fine di Fini, ma di Alfano».

In una giornata d'estate, nonostante il mar di fronte, a Nettuno una grande folla ascolta per più di un'ora la battagliera Nunzia De Girolamo. Accanto a lei, Vincenzo Sofo, leader di Mille Patrie, associazione fondata da Matteo Salvini, laboratorio culturale della Lega Nord. Ma Sofo è ben più che un ufficiale di collegamento: è infatti il capo del think tank a cui si appoggia da sempre il leader del Carroccio. Segno fin troppo chiaro che dietro questa campagna «popolare», dal titolo Riprendiamoci il mare , ci sia proprio la benedizione di Salvini. La mattinata, dunque, è il banco di prova di un nuovo soggetto politico che parli al Mezzogiorno, in particolare, «alla stragrande maggioranza degli italiani che non sono di sinistra e che si sentono politicamente orfani». E che di fatto avrà maggior appeal di quella lista Noi con Salvini che alle recenti Regionali e Amministrative non ha certo brillato per le percentuali. D'altro canto, spiega De Girolamo con il piglio che la contraddistingue, «il Sud bisogna viverlo, respirarlo ed interpretarlo: il problema reale è l'aspetto culturale».

In questa cornice si inserisce la prima tappa di una serie di incontri in tutto il Sud. De Girolamo si recherà nella sua Campania ma anche in Sicilia, dove con la crisi del governo Crocetta la temperatura è già alta. L'operazione vede mobilitata con Mille Patrie di Sofo, anche Riva destra. È la sigla che riunisce tante associazioni presenti in tutto il Sud. Con i relatori c'erano anche Fabio Sabatani Schiuma, coordinatore nazionale di Riva destra, e Stefano Bertollini, già sindaco di Anzio. Ecco, venti anni dopo siamo al punto di partenza.

E se nel '94, nella coalizione di centrodestra, Berlusconi federava il Nord con la Lega e il Sud con la destra, oggi il laboratorio è aperto. Al Nord ci sono le percentuali in ascesa della Lega. Al Sud, sostiene De Girolamo, «la realtà è l'unica a fare opposizione alla suggestione di Matteo Renzi».