Suicida l'uomo che minacciò l'architetto ammazzato a Como

Salvatore Crisopulli non ha retto al rimorso: si è impiccato

Brutta bestia il rimorso. Un suicidio avvenuto il giorno successivo alla conclusione delle indagine, quando gli inquirenti, con l'arresto dell'ex moglie dell'architetto Alfio Molteni (Daniela Rho, 44 anni) e del commercialista dell'azienda di famiglia con cui aveva una relazione (Alberto Brivio, 49 anni) sembravano aver ricostruito il mosaico del giallo. Ma ora ecco una nuova, drammatica, svolta nel caso dell'omicidio dell'architetto di comasco. Salvatore Crisopulli si è tolto la vita stringendosi una corda al collo nella sua abitazione di Cesano Maderno. Il 47enne era coinvolto, con un ruolo marginale, nella morte del professionista. Due settimane fa Crisopulli aveva patteggiato per un episodio risalente al 26 luglio, quando aveva esploso otto colpi di pistola contro la finestra di casa di Molteni. Aveva agito in pieno giorno assieme a Vincenzo Scovazzo, ritenuto uno dei due esecutori del delitto avvenuto il 14 ottobre. Il complice era Michele Crisopulli, fratello di Salvatore. Il mini-commando avrebbe dovuto semplicemente gambizzare l'architetto, che tuttavia morì dissanguato.

Salvatore Crisopull due settimane fa aveva raggiunto un accordo giudiziario per il reato di danneggiamento. Non risulta abbia lasciato messaggi ai familiari: suo fratello è in carcere perché accusato di aver partecipato alla gambizzazione che appunto causò la morte di Molteni. A trovare il cadavere di Crisopulli sono stati i carabinieri, andati a casa sua per un controllo. La moglie di Molteni, Daniela Rho e il commercialista di famiglia Alberto Brivio, sono stati arrestati mercoledì scorso. La donna è accusata di aver commissionato una serie di atti intimidatori nei confronti del marito con il quale si stava separando, per avere l'affidamento delle figlie, culminata con l'omicidio.

Crisopulli ci ha pensato un giorno intero, ventiquattro ore durante le quali ha cercato di capire se aveva le forze per andare avanti ancora, coinvolto in una vicenda che era sfuggita di mano a tutti, diventando un'enormità. Il giorno degli otto colpi di pistola sparati contro la finestra dell'architetto, Crisopulli era arrivato assieme a Vincenzo Scovazzo. Il furgone con cui erano giunti a Carugo era stato rintracciato grazie alle immagini delle videocamere, e da lì i carabinieri del Nucleo Investigativo di Como erano risaliti a chi c'era al suo interno. Crisopulli aveva patteggiato un anno e due mesi di condanna per quel danneggiamento, ma in tutta questa vicenda che ha portato in carcere le altre sei persone, lui era l'unico a non essere mai stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare. Era stato sentito dal sostituto procuratore di Como Pasquale Adesso, e aveva reso una serie di dichiarazioni sul suo ruolo, su quello che sapeva dei motivi per cui era stato commissionato quel danneggiamento. Non ha retto al rimorso. Il fantasma dell'architetto Molteni ormai lo perseguitava. Un incubo a cui ha messo fine legandosi una corda al collo.