Svelato dalla Slovacchia il bluff sul bilancio Ue

Il giochino del governo: l'astensione dai conti fino al 2020 vale 700 milioni per l'Erasmus

Approvato il bilancio europeo 2017 e l'Italia si astiene. Non è la resa dei conti che il premier Matteo Renzi ha annunciato. L'Italia metterà il veto sul quadro programmatico pluriennale 2014-2020, cioè sui prossimi bilanci, non su quello del prossimo anno. La ragione è nota. Ufficialmente per chiudere i rubinetti dei finanziamenti Ue verso gli stati europei dell'Est, che non fanno il loro dovere sull'immigrazione. In realtà Roma punta a maggiori concessioni sulla legge di Stabilità bocciata dalla Commissione e gioca la carta antieuropea in vista del referendum di dicembre. Ma il sì di ieri è già un segnale di come potrebbero andare le cose quando si giocherà la prossima partita. Un contentino all'Italia e poi il corso degli eventi europei continua indisturbato. Anche sul capitolo per noi più delicato, quello dell'immigrazione.

Mercoledì si era diffusa la voce che la riunione informale a tre (Commissione europea, Parlamento e Consiglio europeo) sul bilancio sarebbe stata rinviata proprio per le riserve italiane e il rischio di un'astensione. Il vertice, invece, c'è stato ed è stata trovata un'intesa sul bilancio. L'Italia ha annunciato un'astensione (il voto ufficiale arriverà a dicembre) che non ha scandalizzato più di tanto i vertici delle tre istituzioni Ue. Commissione, Consiglio e Parlamento Ue hanno stabilito che nel 2017 il bilancio conterrà impegni per 157,88 miliardi.

Fonti italiane si sono affrettate a precisare che l'Italia si è astenuta e che è la prima volta che accade nel quadro delle decisioni sul bilancio comunitario annuale. «È stato raggiunto un buon risultato nella conciliazione sul bilancio 2017», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi che, intervenendo al convegno sulla governance europea organizzato da Eunews, sito specializzato sull'Unione europea.

«Decideremo a dicembre se togliere il veto. Intanto stanotte abbiamo già ottenuto risposte e aumento dei fondi su Erasmus, piccole e medie imprese, e garanzie per i giovani. È certamente un passo avanti anche se rimane comunque il nostro veto». Anche da fonti europee si sottolineavano le concessioni fatte all'Italia. Il ministro dell'Economia slovacco Ivan Leslay, a nome del paese che detiene la presidenza di turno ha spieagto che «la forza del bilancio 2017 sta nella sua focalizzazione sulle misure prioritarie». É sempre della presidenza slovacca la proposta che accetta le richieste italiane di aumentare di 700 milioni i programmi Erasmus e Horizon 2020.

A ben guardare il capitolo che ci interessava direttamente era quello sui paesi mediterranei già risicato da 340 a 332 milioni. e soprattutto quello sull'immigrazione. Quest'anno le spese sono state 5,9 miliardi. Il prossimo anno saranno messe fuori bilancio. Ufficialmente per non sottoporle a vincoli di bilancio. In realtà per rinviare la partita. Quando non sarà più aria di elezioni, perlomeno in Italia.

Premesse che fanno pesantemente perdere credibilità al veto annunciato da Renzi. Già difficile perché all'Italia servirà trovare altri paesi disposti a dire No. «È tutta una finzione mediatica» per guadagnare voti, ha commentato il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta. «Non è con l'imbroglio che si risolvono i problemi».

Commenti

ILpiciul

Ven, 18/11/2016 - 09:23

Nessuna sorpresa, ormai lo conosciamo.

Ritratto di libertà o cara

libertà o cara

Ven, 18/11/2016 - 11:55

Frottolino che fai dici frottole? I pifferai-intellettuali andarono per suonare e furono suonati ..

PDA

Ven, 18/11/2016 - 17:20

x l'autore dell'articolo. Il quadro programmatico 2014-2020 é gia stato deciso, quindi l'Italia se mai lo vorràil veto lo potrà mettere sul prossimo cioé 2020-2027 dove per l'approvazione é necessaria l'unanimità e non la maggioranza qualificata necessaria per votare tutti gli esercizi finaziari da qui al 2020.