La svolta a destra dei moderati? Arriva solo a un passo dal baratro

In Francia e in Germania la Le Pen e la Petry fanno paura E così Fillon e la Merkel riscoprono i valori tradizionali

A chi scrive è sempre sembrata, forse sbagliando, un'ovvietà. Il successo dei movimenti cosiddetti populisti in Europa ha una spiegazione semplice e in fondo unica: se perfino i partiti moderati o centristi, che dovrebbero rappresentare gli interessi del ceto medio e di chi ha a cuore la conservazione dei valori tradizionali, si rifiutano di farlo in ossequio al dilagante conformismo antioccidentale che va sotto il nome di «politicamente corretto», non rimane che affidarsi ai populisti. Partiti che sono tra l'altro sempre esistiti, ma che avevano avuto per decenni un seguito modestissimo proprio perché gli elettori non avevano mai accettato di farsi carico del loro estremismo o dilettantismo. Il momento della verità è arrivato quando sono emersi problemi molto seri come il dilagare dell'immigrazione da Paesi estranei alla nostra cultura: i partiti tradizionali non hanno capito, o non hanno voluto accettare, che il problema che questa «invasione» portava con sé non era solo di natura economica (perdita di posti di lavoro, concorrenza nell'assegnazione di sussidi eccetera) ma anche e soprattutto culturale: perdita, in ultima analisi, di quello che viene percepito come «il proprio mondo» a vantaggio di nuovi arrivati sentiti come estranei e paradossalmente privilegiati dalle scelte dei politici. È stato allora che tanti elettori si sono affidati per disperazione all'estrema destra o a populisti di fresco e incerto conio.

Lunga ma necessaria premessa per dire che non è una sorpresa se solo adesso, a un passo o poco più dalla possibile affermazione di movimenti radicali che promettono una radicale inversione di tendenza nelle politiche di immigrazione e di integrazione europea, gli stessi partiti che prima storcevano il naso davanti alle legittime attese dei loro elettori ora vanno loro incontro. Hanno capito di non avere scelta, e promettono una «svolta a destra» che in realtà è solo un recupero di senso comune.

Eccoli qui dunque. François Fillon in Francia, che stravince le primarie del centrodestra ricordandosi dei «valori tradizionali» e di un fatto che è sotto gli occhi di tutti ma che era stato lasciato dire solo a Marine Le Pen (oltre che all'ormai impresentabile Nicolas Sarkozy): «In Francia non abbiamo un problema con le religioni, abbiamo un problema con l'islam». E Angela Merkel in Germania, che martedì al congresso della Cdu a Essen ha tuonato contro l'immigrazione di massa (da lei favorita), il velo integrale e la sharia, ottenendo una (quasi) trionfale riconferma alla presidenza del partito e la candidatura a un quarto mandato da cancelliere. Ieri i delegati della Cdu hanno voluto esagerare e hanno votato a stretta maggioranza una mozione contro la doppia cittadinanza per chi è nato in Germania da genitori immigrati. Qui la Merkel ha frenato: quella legge l'aveva fatta lei due anni fa, insieme con i partner di governo socialdemocratici. All'estrema destra se la ridono: eccola, dicono, la differenza tra l'originale e la copia. Chissà se tra qualche mese gli elettori sceglieranno l'uno o l'altra.

Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 08/12/2016 - 09:57

grande Regina madre Merkel vai avanti così.

Giulio42

Gio, 08/12/2016 - 10:13

Il termine populista non mi piace e non dovrebbe essere usato in questo contesto. Io non sono un populista ma sono mesi che evidenzio come altri centinaia di commentatori il baratro in cui ci stava portando questa politica scellerata di cui i buonisti andavano fieri. Adesso non basta pentirsi perché il danno fatto è enorme. Questi personaggi, Renzi compreso devono uscire dalla politica perché si sono compromessi con la loro manifesta incapacità.

VittorioMar

Gio, 08/12/2016 - 10:52

....aspettiamo il 20 Gennaio e cominceranno a delinearsi gli scenari in EUROPA!!

g-perri

Gio, 08/12/2016 - 11:25

L'analisi è perfetta. Il rischio, però, è che il riavvicinamento a destra di questi partiti serva solo a loro stessi per raccattare voti che altrimenti non prenderebbero. C'è il rischio che dopo aver preso i voti continuino a fare ciò che hanno fatto fino ad adesso. Quindi sarebbe meglio votare la vera destra e non quella poco convincente.

Cheyenne

Gio, 08/12/2016 - 11:38

FORZA LE PEN FORZA SALVINI

Anonimo (non verificato)

CALISESI MAURO

Gio, 08/12/2016 - 12:19

non e' che i partiti tradizionali non sapessero, lo sapevano eccome, ma li hanno comprati tutti ... o minacciati, il piano kalergi deve andare avanti.. alla kul..a e' stato dato o no tale premio, adesso si fa un po' piu' stretta perche' la gente si sta svegliando.. pardon.. per gente non intendo la monn...a di sinistra intendo quelli col cervello un pochettino aperto... allora bisogna asseondare questi pur ritardatari, tutto cio' per guadagnare ancora 5 / 7 anni per far riuscire il piano. Oppure caso italico inventare un movimento stellare farlocco che abbindoli con facce nuove cervelli depletati. Da noi si vince facile :)))

Maver

Gio, 08/12/2016 - 17:50

La decenza insegna che chi può non dovrebbe tentare di essere "uomo per tutte le stagioni". Il problema è che la Dott.ssa Boldrini non avendo ancora provveduto a declinato al femminile il motto in questione, impedisce di fatto alla Cancelliera di trarne le dovute conseguenze.