Il Tar può occuparsi delle nozze gay ma non decidere sulla legge Severino

RomaI Tar si occupano di tutto, invadono la vita dei cittadini pronunciandosi sulle strisce blu come sui matrimoni gay, sulla benedizione pasquale nelle scuole come su elezioni, appalti e contratti, ma sulla legge Severino no, devono passare la palla al giudice ordinario.

Sua è la giurisdizione quando si tratta di sospensione di amministratori locali, come di decadenza e incompatibilità, sostiene il sostituto procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato. Per lui è fondato il ricorso per il caso di Luigi De Magistris e le Sezioni unite il 26 maggio dovranno pronunciarsi in questo senso, mettendo un alt ai tribunali amministrativi.

L'ex magistrato de Magistris è stato sospeso dalla carica di sindaco di Napoli dopo la condanna in primo grado per abuso d'ufficio, in applicazione della legge Severino e poi è stato reintegrato nelle funzioni dal Tar, che ha sollevato la questione di legittimità trasmettendo gli atti alla Corte costituzionale. Ma prima sulla vicenda che lo riguarda ci sarà un verdetto delle Sezioni unite della Cassazione, massima espressione della giurisprudenza. E il rappresentante della Procura generale sostiene che i giudici amministrativi non possono intervenire, che la competenza è del giudice ordinario.

Ritenendo ammissibile il ricorso presentato dall'avvocato Gianluigi Pellegrino per il Movimento difesa cittadino, Salvato apre un capitolo che avrà ricadute sul caso di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno come altri amministratori locali decaduto, reintegrato e di nuovo decaduto, che ha vinto le primarie Pd ed è in corsa per la presidenza della Regione Campania, ma con una condanna in primo grado per abuso d'ufficio rischia ancora la sospensione in caso di vittoria. Ieri il premier Matteo Renzi ha ripetuto che la legge Severino non si cambia, rispondendo ad una domanda proprio sulla vicenda.

«In materia di contenzioso elettorale amministrativo, sono devolute al giudice ordinario le controversie concernenti l'ineleggibilità, la decadenza e l'incompatibilità»: il sostituto Pg sostiene che questo principio, «costantemente enunciato dalle Sezioni unite», è esteso anche alla sospensione. La misura, scrive, «si differenzia dalla decadenza soltanto perché a tempo determinato e non a tempo indeterminato, e, poiché il più contiene il meno, anche la controversia che questa concerne spetta alla cognizione del giudice ordinario appunto perché attiene ad una posizione giuridica di diritto soggettivo».

Se il ricorso verrà accolto, spiega l'avvocato Pellegrino, «cadrà la sospensiva che mantiene de Magistris nel posto di sindaco e verrà meno la rimessione alla Corte costituzionale, che il Tar aveva sollevato per concedere la sospensiva. Questo avrà risvolti anche sulla vicenda De Luca, che non potrebbe più rivolgersi al Tar, come preannunciato». A lui, come ad altri nelle stesse condizioni, sarebbe precluso l'appello al giudice amministrativo per ribaltare un provvedimento di sospensione.

Salvato ha ragione sull'incompetenza dei Tar sulla Severino, applaude il segretario di Sc Enrico Zanetti, e questo conferma «l'evidente ragionevolezza, prima ancora che l'assoluta coerenza», delle posizioni del suo partito.

La legge Severino è stata applicata al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, condannato in primo grado a un anno e tre mesi per abuso d'ufficio. De Magistris è stato è poi stato reintegrato dal Tar che ha sospeso il provvedimento del prefetto di Napoli

L'ultima «vittima» della Severino è Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno in gennaio sospeso dal prefetto in gennaio dopo la condanna in primo grado a un anno per abuso d'ufficio. Anche lui aveva ricorso al Tar e vinto. Ma ora è di nuovo ko

Il 27 novembre del 2013 Silvio Berlusconi è dichiarato decaduto da senatore in quanto la maggioranza di Palazzo Madama ha ritenuto che fosse incandidabile in virtù della legge Severino a causa della sua condanna a 4 anni per frode fiscale