Tensioni al corteo anti-rom dei romani di via Battistini

Accanto ai residenti anche il gruppo di "Noi con Salvini Roma" che raccoglie plausi ma anche qualche critica

Dolore, rabbia e tensioni. È quello si percepisce a Roma, durante il sit-in organizzato dai residenti del quartiere Aurelio-Boccea in via Mattia Battistini, il giorno dopo il grave incidente stradale causato da un’auto in corsa guidata da un rom che ha travolto otto persone uccidendone una.

Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti di Noi con Salvini di Roma che hanno esposto cartelli con le scritte “Via Marino” e “Largo Salvini”. Tutto questo è stato fonte di polemiche con i residenti che non avrebbero voluto strumentalizzare politicamente la protesta a cui era presente anche Marco Pomarici, capogruppo dei salviniani romani in consiglio comunale. “Siamo in piena sintonia con Salvini – ha spiegato al Giornale.it Pomarici – e io personalmente ho presentato in Campidoglio una delibera per chiudere in sei mesi i campi rom ma questo non avverrà mai perché, come sappiamo, Marino è stato eletto alle primarie del Pd con i loro voti”. Da un palco improvvisato ha parlato anche Daniele Giannini, ex presidente del municipio Aurelio che ora ha aderito a Noi con Salvini e che in un breve discorso ha elogiato il comportamento della comunità filippina, colpita dalla tragedia con la morte di una loro compatriota 44enne. Poco più in là, nel punto dell’incidente, i parenti e gli amici della vittima si riuniti in cerchio per ricordare la vittima con un momento di preghiera guidato da un gruppo di suore filippine.

Molti i ragazzi, soprattutto vicino a Casa Pound, che hanno gridato “Noi i rom non li vogliamo” oppure “Marino sindaco dei rom, pezzo di merda”. Una signora ha sentenziato: “Faremo la fine degli indiani d’America”, mentre un anziano intervistato dalle televisioni presenti sul luogo ha dichiarato: “Ci sono politici che proteggono i rom. Stanno spianando la strada a Salvini. Alle prossime elezioni a Roma prenderà 3 mln di voti. A Primavalle e Torrevecchia hanno derubato in tutte le case”. Una donna senza casa, con un figlio malato, ha espresso la sua disperazione attaccando Marino: “La devono piantare sti pezzi de merda, a partire dal sindaco”. Un’altra donna le ha spiegato che: “Marino oggi sta in America a ritirare un premio…” e lei ha replicato: “il premio dello stronzo che è”. La tensione è alta la polizia intensifica la sua presenza quando arriva, quasi a fine manifestazione, il gruppo di estrema destra "Nessuno tocchi il mio popolo" guidato da Alfredo Iorio, il promotore del primo campo nomadi per italiani nato nel quartiere di Casale San Nicola di fronte all’ex scuola Socrate che la prefettura voleva adibire a centro d’accoglienza.

Commenti

buri

Ven, 29/05/2015 - 10:40

vorrei vedere tutti quei predicatori politica,emte corrett che difendono i rom parlando di razzidmo, di pregiudizi e definemdo pop sciaccali e speculatiri in malafede, chi se la prende con i rom e vuole mandarli via. dinque vorrei vederli vivere con un campo rom sotto casa e poi dopo un paio di anni intervistarli per conoscere le loro opinioni su quei vicini