Tenta di aggredire il leader azzurro, arrestato

Alle forze dell'ordine che fanno da scorta all'ex premier sembra un incubo che ritorna, quello del 13 dicembre 2009 a Milano, quando uno squilibrato lanciò l'aguzza statuetta del Duomo sul viso di Berlusconi, ferendolo al volto. «A Saronno c'è poca sicurezza» dice nel frattempo il Cavaliere dal palco in piazza. Quasi nessuno tutto intorno si rende conto di quel che è appena accaduto sotto, dove un uomo ha tentato di avvicinarsi a lui e alla compagna, Francesca Pascale, con modalità aggressive.

Quando è stato bloccato dagli agenti della scorta perché sembrava puntare diritto a Berlusconi, l'uomo ha opposto resistenza in maniera decisa. I carabinieri, tesi nel fare il loro lavoro di garantire la sicurezza dell'ex presidente del consiglio, tanto più in questo periodo in cui l'allarme è più alto del solito, avvertono la situazione di pericolo. Lo fermano, lo trasportano ai lati della piazza, poi giù con la faccia a terra, dove gli mettono le manette ai polsi. E lo portano via. Scatta la procedura degli accertamenti, viene arrestato. Alla fine anche uno dei carabinieri risulta ferito. Stamattina sarà processato per direttissima al tribunale di Busto Arsizio. L'accusa: resistenza e lesioni.

L'uomo è conosciuto ai frequentatori dei gazebo di Forza Italia nella zona, come uno che crea spesso problemi. Anche per questo la Digos lo ha subito identificato come un potenziale pericolo, durante le loro ricognizioni in piazza, prima che arrivasse Berlusconi. Felpa nera, pantaloni verde militare molto scuri, più tardi si scoprirà che ha alle spalle qualche guaio con la giustizia, anche per motivi di droga. È Francesca Pascale a testimoniare per prima l'accaduto con i giornalisti: «Voleva aggredire uno di noi o il presidente. Le forze dell'ordine sono state pronte ed è stato evitato uno spiacevole episodio». E lei stessa, ancora in preda all'agitazione per l'episodio, ha reagito con veemenza, lanciandosi all'assalto verbale del contestatore.

L'episodio, nonostante le manette, le reazioni e la paura, non rovina il clima della giornata. I carabinieri hanno agito con rapidità e fermezza. La gente rimane tranquilla, ad ascoltare il discorso del Cavaliere. E non solo. La Pascale, mentre Berlusconi parla dal palco, viene presa d'assalto bonario da un piccolo sciame di fan di sesso femminile, proprio come qualche ora prima tra le tifose rossonere del Milan. Lei sorride, chiacchiera, come se nulla fosse stato.

Ma la sicurezza rimane un tema caldo anche a Saronno. Berlusconi dal palco, poco dopo, la declina su temi locali e insieme nazionali. «È necessaria una riforma della giustizia» dice ancora una volta in questa giornata per lui difficile per quel che riguarda testimonianze e indagini. Ma l'argomento riguarda anche la città di Saronno. E il Cavaliere, tra un aneddoto e l'altro, sottolinea come sia stato difficile in città trovare un candidato alle elezioni anche per timore dei procedimenti giudiziari. Alla fine ha trovato il coraggio per provarci un avvocato. Racconta Berlusconi: «Altre due persone avevano rinunciato per paura. Se lei ha avuto sessantacinque processi, a noi ne arrivano almeno una dozzina...». SCot