Tettamanzi in fin di vita. "Pregate per lui"

L'ex arcivescovo di Milano è malato da tempo. Aveva incontrato il Papa in sedia a rotelle

Sabrina Cottone

Milano Un appartamento a Villa Sacro Cuore, a Triuggio, in Brianza, nel centro per esercizi spirituali della Diocesi che aveva scelto come casa nel 2011, quando era diventato arcivescovo emerito di Milano. È qui che si sta spegnendo dopo una lunga malattia il cardinale Dionigi Tettamanzi. Il 20 marzo scorso, quando le sue condizioni di salute erano già molto faticose, aveva voluto vedere Papa Francesco in visita a Milano, e anche se non in grado di concelebrare la Messa nel parco di Monza, aveva scelto di mostrarsi in Duomo in sedia a rotelle, come un comune malato, per un saluto e un colloquio commovente anche per chi li guardava sui maxischermi o in tv, come in un film muto dove gli sguardi sono parole. È stato, si può dire, il suo congedo dalla vita pubblica.

Ora la Chiesa di Milano ha chiesto preghiere per colui che è stato il suo arcivescovo dal 2002 al 2011. «Si sono particolarmente aggravate le condizioni di salute del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, assistito presso Villa Sacro Cuore di Triuggio. Invitiamo tutta la comunità diocesana e coloro che lo stimano a pregare per lui in quest'ora di prova» hanno scritto in una nota congiunta l'amministratore apostolico, il cardinale Angelo Scola, e l'arcivescovo eletto, monsignor Mario Delpini. A diramarla il responsabile comunicazione della Diocesi, monsignor Davide Milani, che da giovane prete era stato portavoce del vescovo Dionigi.

Nato il 14 marzo 1934 a Renate, nella Brianza che ha scelto da arcivescovo emerito, Tettamanzi è stato arcivescovo di Ancona (1989-1991) per volontà di Giovanni Paolo II, poi segretario generale della Cei e arcivescovo di Milano. Infine, da pensionato, anche amministratore apostolico di Vigevano in un momento di crisi.

Consacrato sacerdote da Montini, il futuro Paolo VI, era entrato in seminario a undici anni. Ai ragazzi in vacanza sotto la Grigna, nell'estate del 2008, aveva spiegato come vincere la paura: «Anch'io venivo qui come voi e la prima notte ci fu un temporale, con tuoni e fulmini dell'altro mondo. Avevo diciotto anni e fin da bambino avevo sempre avuto il terrore dei lampi. Quella notte tutti i più piccoli piangevano e io mi trovai a dire: stai calmo, vedrai che passa. Da allora non ho più avuto paura».