Le Tlc ai Cinquestelle. Salvini: "Può essere..."

Buffagni (M5s) boccia Sarmi a Cassa Depositi e la Lega si arrende. Ma è guerra sulle poltrone

Maggioranza e governo compatti sull'immigrazione. Ma sulle nomine Lega e Movimento cinque stelle restano due partiti in competizione tra loro. Un punto strategico è quello del sottosegretario alle telecomunicazioni. La lega potrebbe arrendersi. Perlomeno è quello che dice Salvini: «Le Tlc ai Cinque Stelle? Può essere».

Le caselle da riempire sono comunque tante. Ieri, a cinque giorni dalla scadenza per la nomina, è arrivato un siluro dei pentastellati alla nomina di Massimo Sarmi alla presidenza di Cassa depositi e prestiti, al posto di Claudio Costamagna. «Non mi sembra il cambiamento», ha detto il deputato Stefano Buffagni, portavoce alla Camera del gruppo parlamentare, molti vicino al leader del movimento Luigi Di Maio. Buffagni ha confermato che con la Lega c'è una «interlocuzione», che il governo sta valutando le candidature in vista della presentazione delle liste il 16 giugno. Che Sarmi è un nome che piace alla Lega di Matteo Salvini perché «ci hanno lavorato». Ma a lui non va. «Personalmente, l'ho conosciuto nella Milano Serravalle, non mi sembra il cambiamento». Il M5S vorrebbe un presidente della Cassa più giovane. «C'è bisogno di cambiamento, non si può avere sempre le stesse persone. Non possono essere sempre i settantenni a rilanciare il Paese».

Nei giorni scorsi il quotidiano online Start magazine aveva rivelato i primi malumori sulla nomina di Sarmi a presidente della Cdp. Nel M5S, in primo luogo quelli di Di Maio. Ma anche nella Lega.

La Cassa depositi e prestiti è una Spa, forziere dei risparmi e «banca» pubblica e il governo spera possa avere un ruolo di primo piano nel rilancio dell'economia e nella realizzazione di infrastrutture.

Tra le candidature in crescita, quella di Dario Scannapieco, vicepresidente in Italia della Bei, definito ieri dallo stesso Buffagni «una persona molto preparata».

Tra i nomi che erano circolati nei giorni scorsi, quello di Massimo Tononi. Come amministratore delegato, Flavio Valeri capo in Italia di Deutsche Bank. Il M5S punta su Fabrizio Palermo, ora direttore finanziario di Cdp, come presidente. Sarebbe lui la risorsa interna da valorizzare.

Prima dell'estate ci sono altre importanti nomine. Scade il consiglio di amministrazione della Rai (ieri tra Camera e Senato c'erano più di 360 candidature). In scadenza anche l'Agenzia per l'Italia digitale.

Non è in scadenza il vertice di Fs. Ma ieri è arrivata la notizia che la Procura della Repubblica di Perugia ha rinviato a giudizio l'ad di Trenitalia Renato Mazzoncini per truffa. I fatti sono quelli relativi a «Umbria mobilità» e risalgono a quando il manager era amministratore di Busitalia Sita Nord. Mazzoncini, insieme agli altri imputati hanno sempre rivendicato la correttezza del loro operato. Ieri il gruppo Fs ha difeso l'ad confermando la sua estraneità ai fatti. Si tratta di una «questione interpretativa di disposizioni di natura amministrativa», che il gruppo spera si possa al più presto chiarire.