Le toghe ai petrolieri: pagate Imu e Ici sulle trivelle

La Cassazione dà ragione ai piccoli Comuni: la misura vale 2 miliardi

Emanuela FontanaRoma C'è un tesoretto di oltre 2 miliardi potenziali in mano agli enti locali per dare aria ai bilanci. L'oro non viene dai cittadini, ma potrebbe arrivare dal fondo del mare, dove poggiano le trivelle di 79 piattaforme in tutta Italia. Nell'imminenza del referendum sulle concessioni delle estrazioni per i colossi del petrolio potrebbe arrivare un ulteriore freno ai progetti di espansione imposto dai dazi da pagare per l'occupazione del suolo marino nei confronti dei Comuni. Dalla Sicilia all'Abruzzo Comuni anche molto piccoli come Scicli e Pineto guidano la guerra su Ici e Imu contro i giganti del greggio.

Potrebbe essere una battaglia interminabile se non fosse che la Cassazione si è recentemente pronunciata. Dando ragione ai Comuni nella fattispecie a Pineto degli Abruzzi e soprattutto definendo imprecisa la legge di Stabilità 2015. Secondo l'Eni invece «la sentenza della Corte di Cassazione interviene dopo che la legge di Stabilità 2016 con la norma sugli imbullonati ha escluso le piattaforme petrolifere dal pagamento di Ici e Imu».

L'Ici s'ha da pagare? Secondo la Cassazione, «anche se il mare non è ricompreso tra i beni del demanio marittimo, che concernono solo il lido, la spiaggia e le terre emerse, tuttavia i beni infissi nel fondo del mare territoriale sono equiparabili a quelli del demanio marittimo» entro le dodici miglia marine. La legge 2016 «è irrilevante» per tutto ciò che concerne i debiti pregressi, spiega l'avvocato Ferdinando D'Amario, legale del Comune di Pineto che ha il diritto di ottenere la bellezza di 33 milioni da Eni per le quattro piattaforme che insistono sul mare solo per gli anni 1993-98. «Devono pagare, devono pagare», ci dicono anche dal Comune di Scicli, il paese siciliano del commissario Montalbano, che ha conteggiato in 16 milioni di euro l'importo da versare da parte di Eni ed Edison per l'Ici 2009-2011 per la piattaforma Vega 2: Una riscossione del genere coprirebbe il bilancio ordinario di quasi due anni. Termoli, Porto Sant'Elpidio, Cupra Marittima, Gela sono pronti: in Cassazione sono depositati almeno altri quattro ricorsi. E a Ravenna il capogruppo M5S Pietro Vandini ha presentato un'interrogazione per chiedere «quali azioni intende intraprendere» l'amministrazione dopo la sentenza della Cassazione.

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Commenti

giovauriem

Gio, 17/03/2016 - 09:20

l'amico (dei petrolieri) renzi aveva escluso le piattaforme dall'ici/imu , sarà stata una dimenticanza ? a proposito su una piattaforma ci sono i televisori ? certo il chiacchierone non si può mettere contro oi grandi lui le battaglie le sa fare solo contro la povera gente , qund'è che ci diamo una mossa ?

MassimoR

Gio, 17/03/2016 - 09:23

ma oltre a tassare fare politiche di sviluppo no?

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Gio, 17/03/2016 - 09:27

ma ora le toghe si sostituiscono agli amministratori? Ed i processi chi li fanno, gli assessori o i governatori?

Cheyenne

Gio, 17/03/2016 - 09:30

come sempre comandano gli impiegati dello stato che si credono dei. Chi se ne frega dell'esito futuro del referendum, i comunisti hanno deciso per tutti. Questo paese non ha speranza

vince50_19

Gio, 17/03/2016 - 09:55

Tanto si rivarranno sull'anello finale della "catena"..

Anonimo (non verificato)

Ritratto di alejob

alejob

Gio, 17/03/2016 - 18:55

Signori GIUDICI, io vi rispetto come UOMINI, ma ora state esagerando, non dimostrate di avere una INTELLIGENZA SUPERIORE. Nessuno dice ai ricercatori di NON PAGARE le IMPOSTE DOVUTE, ma prima aspettate che possano avere un RICAVATO. Se la Trivellazione si mostra un FALLIMENTO, non solo si devono restituire le IMPOSTE, ma PAGARE alla Società anche le SPESE fatte del LAVORO. Questa si chiama GIUSTIZIA.