Torna il terremoto nel Centro Italia Crolli e terrore: «Scappiamo tutti»

Due forti scosse (la più forte di 5.9 gradi) con epicentro nel Maceratese, a pochi km dalle zone già colpite in agosto Panico pure a Roma, la Protezione Civile smentisce vittime

Emanuela Fontana

Una scossa che è apparsa lunghissima, potente. Praticamente stessa intensità del grande terremoto del 24 agosto. Epicentro poco più a nord, dall'altro lato dei Monti Sibillini, lì dove le faglie si sono risvegliate. La terra si scuote per due volte, a distanza di due ore l'una dall'altra, epicentro nel maceratese. La prima alle 19.11. Un boato, le luci dei lampioni che saltano all'improvviso, un tremore spaventoso e il buio. La sera del 26 ottobre: con un esattezza sfiorata, due mesi e due giorni dopo il grande terremoto . La seconda alle 21.18, magnitudo 5.9. Epicentro a Visso e Castelsantangelo sul Nera.

E in tutto il centro Italia, da Roma a Firenze, a Pescara e al sud, fino a Napoli, si sente all'unisono. Se non fosse stata anticipata dalla prima, la seconda scossa sarebbe stata disastrosa. Ma alle sette di sera tutti gli abitanti dei paesi colpiti erano usciti in strada. «Nessun ferito», dichiara meno di un'ora dopo il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Ma i paesi sono al buio, non si vede niente per le strade, e solo più tardi arrivano segnalazioni diverse: due feriti a Visso, crolli anche nelle zone rosse di Amatrice e Arquata, crollo di una chiesa a Norcia. A Roma viene evacuato il palazzo della Farnesina, sede del ministero degli Esteri.

Nove chilometri di profondità, l'epicentro è più a nord rispetto al terremoto del 24 agosto, nella zona di Castelsantangelo sul Nera, provincia di Macerata, 300 abitanti. Lì dove per giorni il sindaco chiedeva che il Comune fosse inserito nel cratere sismico per ottenere maggiori aiuti, e dove erano arrivati già segnali di una migrazione, di una «attivazione di faglia», come la chiamano i geologi con linguaggio tecnico, già nelle settimane dopo la scossa delle 3.36 di quella notte di estate che si è portata via 298 persone.

Il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci nei primi minuti parla a frasi mozze, è per la strada e non si vede a un palmo. «Siamo per strada, davanti al Comune. La corrente è andata via. Continua ancora lo sciame sismico. Sicuramente ci sarà stato qualche crollo. È veramente dura». Qui sono crollate le mura. Dal bar Rita: «È un macello, ci sono case crollate».

Ad Arquata hanno sentito un rombo arrivare dalla parte alta del paese, in zona rossa: «Il terremoto l'abbiamo sentito più forte del 24 agosto», il commento a caldo del sindaco, Aleandro Petrucci. Una paura immensa nel versante ascolano, lungo la Valle del Tronto. Alcune persone che erano rientrate nelle loro case dopo il via libera dei sopralluoghi di settembre si sono trasferite nella tenda mensa, ancora in piedi a Borgo.

A Roma i vigili del fuoco sono intervenuti in svariati palazzi per la segnalazione di crepe. In pochi minuti sono state attivate le cabine di regia dell'emergenza. Palazzo Chigi, Protezione Civile, vigili del fuoco al Viminale. Squadre di soccorso sono state inviate nelle zone isolate e la via Salaria è stata chiusa Il premier Renzi ha immediatamente annullato la partecipazione alla puntata di Matrix prevista per la sera.

I Comuni dell'epicentro sono i paesi alle spalle di Castelluccio di Norcia, il versante dei Monti Sibillini che guarda nord. Gli occhi vanno sempre lì, alla catena montuosa dove corre a fior di rocce una delle faglie responsabili del terremoto del 24 agosto. Sul lato verso la Salaria, Pescara del Tronto, Arquata. Di là Visso e Castelsantangelo. Meno di venti chilometri in linea d'aria, in mezzo la piana di Castelluccio. I dieci abitanti rimasti nel paese delle lenticchie, svuotato dopo il sisma di agosto, si sono organizzati per dormire tutti insieme in un container. «Non siamo feriti ma la paura è stata enorme».

Dopo la scossa si è scatenato un forte temporale. Sui social network intanto la psicosi si alimenta di una strana voce: nei giorni scorsi sulla rete circolava la notizia di un imminente forte terremoto per un presunto allineamento planetario. I gestori del gruppo Terremoti e precursori sismici chiariscono: «È solo una coincidenza». Ma non basta per chiarire o per placare i dubbi. Infine il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi, che parla di un «paese finito». Crolli anche a Camerino, danni all'università.