Torni la severità di don Camillo per riportare un po' di ordine

Vorrei essere Don Camillo anzi, per lo spazio di questo articolo decido di essere il prete mio omonimo, e mollare, come faceva lui, uomo sanguigno, un ceffone a don Lorenzo Guidotti

Vorrei essere Don Camillo anzi, per lo spazio di questo articolo decido di essere il prete mio omonimo, e mollare, come faceva lui, uomo sanguigno, un ceffone a don Lorenzo Guidotti, il prete che su Facebook ha infierito sulla ragazza bolognese vittima di uno stupro, «perché se l'era cercata». No, mi correggo, un ceffone è troppo poco, meglio abbondare e che i ceffoni siano due. Il primo per la forma ossia per l'italiano pessimo: evidentemente non esistono più i seminari di una volta, quelli da cui uscivano i don Baget Bozzo, i don Giussani, i cardinal Biffi, intellettuali finissimi e padronissimi delle lingue vive e pure di quelle morte. La forma è sostanza e una revisione grammaticale, prima del fatale «Pubblica», avrebbe aiutato don Guidotti a ragionare sull'opportunità del suo post. Il secondo ceffone riguarda il contenuto: una vittima è una vittima anche se non si è comportata in modo intelligente. Una vittima di 17 anni, poi. Meglio fare sciocchezze a 17 anni che a 50, l'età del sacerdote. Non metto in dubbio l'intento pedagogico ma qualche volta contano pure i risultati e l'intemerata di Facebook è risultata maramaldesca, inconcepibile per un uomo di Chiesa.

Poi, sempre vestendo la talare del manesco Don Camillo, che Peppone non osò mai sfiorare perché altrimenti ne avrebbe prese otto volte tante, darei un ceffone al sindaco Merola e a tutti i sindaci d'Italia che tollerano sistematici bivacchi e perenni schiamazzi nel cuore delle loro città. Succede a Bologna, succede a Parma, succede a Brescia o forse succedeva (perché da quelle parti un giudice esiste e ha condannato il Comune a risarcire i residenti angariati), succede quasi ovunque che branchi di beoni sequestrino la tranquillità di chi il giorno dopo deve lavorare. Come don Guidotti nemmeno i sindaci hanno 17 anni, sono adulti e vaccinati e vanno ritenuti responsabili delle movide che hanno metastatizzato i centri storici. Dunque ceffoni anche a loro. Inoltre se fossi Don Camillo cercherei il colpevole dello stupro, il magrebino, e non dovrebbe essere una missione impossibile perché questi personaggi, sebbene quasi sempre maomettani, tendono ad approfittare del troppo benevolo circuito assistenziale cristiano, mense dei frati e Caritas varie. Stavolta di ceffoni ne assesterei una raffica perché il colpevole assoluto è lui, gli altri sono colpevoli relativi. Infine cercherei un multiculturalista, uno di quelli che plaudono agli sbarchi, e non dovrei andare molto lontano perché la Chiesa pullula di simili soggetti. E gli direi: hai visto cosa succede a far entrare centinaia di migliaia di giovani maschi, senza lavoro, senza donne e con tanti ormoni? E poi giù un manrovescio ma a fin di bene, per fargli recuperare il senno. Poi ovviamente mi pentirei e andrei a confessarmi e il Crocefisso parlante di Brescello sono sicuro che mi assolverebbe.