Travolti in strada, è omicidio volontario

La perizia disposta dalla Procura inchioda l'investitore: «Non è stato un incidente»

Nadia Muratore

Non sarebbe stata una tragica fatalità, l'incidente che nel tardo pomeriggio di domenica 9 luglio è costato la vita ad Elisa Ferrero - 27 anni medico specializzando di Moncalieri, in provincia di Torino - ed ha ferito il suo ragazzo, Matteo Penna, 29 anni di Torino, ricoverato all'ospedale Cto in gravi condizioni. Secondo la procura di Torino, Maurizio De Giulio 50 anni, artigiano di Nichelino, li avrebbe inseguiti, travolti e schiacciati per dar sfogo alla sua rabbia, alla sua sete di vendetta, alimentata da un tasso alcolemico superiore più del doppio ai limiti consentiti dalla legge, per via di una discussione scattata pochi minuti prima, per una mancata precedenza. Per questo il pm Paola Stupino ha trasformato il capo di imputazione di omicidio stradale, in omicidio volontario. De Giulio è anche accusato di lesioni volontarie gravissime per i danni subiti dal ragazzo e di guida in stato di ebbrezza per essere risultato positivo all'alcoltest. Ad inchiodare l'artigiano torinese alle sue responsabilità, è stata la perizia sull'incidente disposta dalla procura di Torino sul minivan di De Giulio e sulla moto di Penna, che confermerebbero come l'automobilista abbia volontariamente colpito la moto alla rotonda di Condove, in Valle Susa, dopo averla inseguita per quasi un chilometro. Un convincimento a cui gli inquirenti sono arrivati sentendo sei testimoni, analizzando una lunga serie di dati tecnici e grazie anche al video girato da una telecamera di sorveglianza. Secondo quanto emerso dalle indagini e dai riscontri tecnici, il pulmino condotto da De Giulio «procedeva ad alta velocità». Inoltre: «La perizia, attraverso l'analisi dell'impianto Abs del van, ha confermato l'assenza di frenata del veicolo investitore, così da potersene dedurre la volontarietà della condotta omicidiaria dell'arrestato». «Sulla base di quanto descritto dal consulente, appare certo che il fronte dell'autocarro abbia urtato le strutture posteriori della moto con quest'ultima in normale assetto di marcia e trovandosi i due veicoli pressoché allineati tra loro», spiega il procuratore capo di Torino, Armando Spataro. Elisa Ferrero, durante questa fase, dopo essere stata disarcionata dalla moto, è finita sotto le ruote del Transit ed è stata verosimilmente trascinata per alcuni metri. È crollata così, in poche ore, la difesa della compagna dell'uomo, che sentita subito dopo l'incidente aveva riferito che De Giulio aveva frenato prima dell'impatto. Nel comunicato della procura, Spataro ha precisato che l'artigiano: «Ha vari precedenti tra cui resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto dell'accertamento dello stato di ebbrezza. A suo carico pende un procedimento, per cui non è stata ancora fissata l'udienza, per violenza privata, lesioni e minacce, per fatti svoltisi con modalità analoghe nell'ottobre 2015».