Tre agenti uccisi in due giorni I poliziotti contro De Blasio

Dopo il duplice omicidio del «vendicatore» afroamericano, le forze di polizia voltano ostentatamente le spalle al sindaco di New York. Che piange lacrime di coccodrillo

Quando il sindaco Bill de Blasio è arrivato all'ospedale per rendere omaggio ai due agenti uccisi in servizio sabato a New York, i poliziotti presenti nel reparto gli hanno voltato le spalle. Da giorni, da prima che un uomo di colore dopo aver sparato alla sua ex ragazza a Baltimora uccidesse con un'arma automatica due poliziotti vicino a un complesso di case popolari a Brooklyn, il primo cittadino democratico di New York è criticato dalle forze dell'ordine. Le associazioni della polizia lo accusano di non aver sostenuto gli agenti a inizio dicembre, quando un grand jury ha deciso di non incriminare Daniel Pantaleo, poliziotto bianco che a luglio ha ucciso Eric Garner, cittadino di colore. Il verdetto ha innescato proteste a New York, arrivate poche settimane dopo i dissensi di Ferguson, Missouri, dove il diciottenne Michael Brown, un nero, è stato ucciso ad agosto da un altro agente, bianco. L'atto di sabato, secondo le autorità, sarebbe una vendetta per le morti dei mesi scorsi. L'assassino, Ismaaiyl Abdullah Brinsley, 28 anni, ha annunciato su Instagram il suo piano: «Hanno preso uno dei nostri... prenderemo due dei loro». Dopo aver ucciso i due agenti, si è sparato. Un altro poliziotto è stato ucciso a colpi di pistola a Tarpon Springs, in Florida e il killer arrestato.

Nel mezzo del risorgere nelle scorse settimane di tensioni razziali in tutti gli Stati Uniti, il sindaco di New York, sposato con una donna afro-americana, ha sollevato le critiche del dipartimento di polizia locale. Quando il grand jury ha annunciato la decisione sul caso Garner, De Blasio aveva detto di essere «sorpreso», che quello era un giorno «doloroso per molti newyorchesi», e aveva ammesso di aver messo in guardia suo figlio in caso di incontri con la polizia. «Sindaco De Blasio, il sangue di questi agenti è chiaramente sulle tue mani», ha detto il presidente dell'associazione dei sergenti, Ed Mullins. L'ex governatore dello Stato di New York, George Pataki ha accusato il sindaco e il procuratore generale Eric Holder, parlando di «risultato prevedibile di una retorica anti-polizia».

A New York ieri le bandiere erano a mezz'asta, per lutto. Il sindaco ha parlato, emozionato: «Quando un poliziotto è ucciso, è uno strappo alle fondamenta della nostra società, un attacco a tutti noi, un attacco a ciò che ci è caro», ha detto, ricordando come il figlio di 13 anni di uno dei due agenti uccisi - uno di origini sudamericane, l'altro asiatiche - non riesca a comprendere ancora l'accaduto. Il ragazzo, Jared Ramos, ha scritto sul suo profilo Facebook: «È orribile che qualcuno debba essere colpito a morte soltanto perché è un poliziotto... Tutti quanti dicono di odiare gli agenti, ma sono quelli che tutti chiamano per un aiuto». C'è timore che nuove violenze possano esplodere, ieri nel Bronx un uomo ha puntato una pistola che si è poi inceppata contro un agente. Obama ha dichiarato che «non ci sono giustificazioni» per un tale atto, e la famiglia Garner ha detto d'essere «indignata» per l'assassinio.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 22/12/2014 - 12:47

Evidentemente i neri sono sensibili all'appartenenza razziale. Dato che Obama comanda tutti i poliziotti d'America, tutti i giovanotti neri fanno i comandanti dei poliziotti "per aiutarlo"... E guai se il policeman non obbedisce. Ora, è davvero possibile che per le strade d'America serpeggi una follia simile? A domanda si riponde: "Yes we can".