Trieste, requisiti 800 fucili diretti in Belgio

Lodovica BulianTrieste Nel momento di massima allerta internazionale antiterrorismo, c'è un arsenale da guerra da ottocento fucili proveniente dalla Turchia e diretto in Belgio che approda all'interno di un tir nello snodo logistico del Nordest, crocevia di traffici da e per i Balcani e corridoio di rotte migratorie a poche centinaia di chilometri in linea d'aria con le isolate roccaforti dell'estremismo islamico germogliate in Bosnia e Kosovo.La provenienza e la destinazione hanno immediatamente fatto scattare gli accertamenti della Guardia di Finanza e dei funzionari dell'antifrode della Dogana su un autoarticolato olandese guidato da un cittadino turco che il 23 novembre è transitato al porto di Trieste. Il carico, 500 mila euro di fucili calibro 12-51 e calibro 12-41 riposti in centinaia di scatole e tutti a marchio Winchester Sxp, l'azienda produttrice che proprio in Turchia ha uno stabilimento, è stato sequestrato mercoledì pomeriggio su richiesta della Procura al termine delle verifiche delle fiamme gialle, perché, benché regolarmente denunciato nella bolla, è risultato privo dell'autorizzazione di pubblica sicurezza necessaria per il trasporto, quella che di fatto consente la tracciabilità delle armi che circolano sul territorio nazionale. Il tir, che trasportava anche altre merci dirette verso Germania e Olanda, è stato sottoposto ad analisi scanner per verificare la presenza di ulteriore artiglieria nascosta. Il rappresentante legale dell'impresa turca è stato denunciato con l'ipotesi di reato di commercio non autorizzato di armi, in violazione al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.Ma ora le attenne degli inquirenti si concentrano anche sull'intera filiera del commercio e sui suoi destinatari, identificati in un operatore del settore attivo in Belgio. «Un sequestro rilevante» commenta il procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, che ha «ben interpretato questo momento storico incentivando i controlli nell'ambito portuale, zona sensibile che con la propria attività condiziona commercialmente la città». Lo scalo giuliano registra 250 mila transiti annui da e per la Turchia, ed èal centro di «un livello di attenzione estremamente elevato, che in questo periodo è ulteriormente oggetto di intensificazione» aggiunge Gabriele Baron, comandante della guardia di finanza triestina. Nessuna evidenza di collegamenti criminali ma dopo gli attentati di Parigi il sequestro alimenta preoccupazioni: «Qualcuno sta armando un esercito di terroristi in Europa?» si chiede la deputata di Fdi Giorgia Meloni e il capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Fedriga pretende una «verifica immediata su tutti i traffici dalla Turchia». Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ridimensiona i contorni dell'operazione: «Dalle notizie in nostro possesso si tratta di un sequestro amministrativo. In queste ore, nei luoghi istituzionalmente preposti, si stanno facendo tutti gli approfondimenti».