Il trono di Re David, "tuta rosa" che fa sognare la sinistra

Alla guida della Fiom prenderà il posto di Landini che ambisce al timone della Cgil

Roma - «Rottamare, rottamare, rottamare». Un vero chiodo fisso quello di Matteo Renzi nel periodo dell'ascesa 1.0 alla segreteria del Pd. Ma oggi quel tarlo, quella voglia di cambiamento, deve far fronte ad una serie di scissioni interne al partito che, a lungo andare, lo stanno logorando e rischiano di portare proprio i re dei rottamatori verso la sua di rottamazione. Se il Partito democratico per il segretario «è la sinistra» allora c'è un'altra sinistra che non sta perdendo tempo e sta seminando terreni da sempre cari alla «gauche» italiana.

E quale miglior contesto se non l'assemblea generale della Cgil? Intanto i metalmeccanici della Fiom vedranno alla loro guida una tuta rosa, quella di Francesca Re David che dal 14 luglio sostituirà Maurizio Landini.

Donna caparbia e dura, a detta di chi la conosce, doti che avrebbero indotto lo stesso Landini dopo 7 anni da segretario generale a puntare su di lei. E che ne sarà dell'uomo Fiom? Landini prova a conquistare la segreteria della Cgil che dal 3 novembre 2018 verrà lasciata dall'attuale leader Susanna Camusso (al secondo ed ultimo mandato). Intanto Francesca Re David sembrerebbe proprio essere una donna giusta al posto giusto, non solo per i metalmeccanici però. La Re David infatti gode del consenso di una buona parte della sinistra «anti-renziana». Non è forse casuale che la Re David la scorsa settimana sia stata vista alla manifestazione del movimento di Giuliano Pisapia «Insieme» in piazza Santi Apostoli. All'ombra della piazza, ma neanche tanto, aleggiava lo spettro di Romano Prodi. «Il sindacato sia protagonista della lotta per l'equità» aveva già sottolineato Prodi al congresso Cisl, «senza il sindacato la centralità del mondo del lavoro non esiste». Pochi giorni prima il professore era stato invitato da Renzi «a spostare un po' più lontano la tenda».

Due cuori ed una tenda. Una metafora, quella della tenda, che nel periodo estivo non può che evocare i campeggi o, facendo un balzo attorno all'800 dopo Cristo, i vichinghi e le loro razzie a cui davano il via proprio nei mesi più caldi. Calore che inizia ad aumentare sempre più all'interno del Partito democratico. Intanto Renzi non aspetta neppure un attimo per andarci giù duro. «Quando la sinistra italiana vede che qualcosa inizia a funzionare subito scatta il meccanismo dell'autodistruzione, una vocazione suicida che è incomprensibile ai più ma che assume le forme di un logoramento costante della leadership e di una polemica quotidiana su tutto. Fuoco amico è anche quello di chi un tempo - quando vinceva i congressi - teorizzava la necessità di sentirsi tutti parte della stessa ditta. E, quando invece i congressi ha iniziato a perderli, non ha mai smesso un solo giorno di contestare e criticare il nuovo gruppo dirigente».