Il trono di spade e la regina di Stalin

State aspettando la stagione finale del Trono di Spade? Il New York Times sta addestrando da mesi i suoi lettori alle nuove puntate. Noi vogliamo solo mettervi in guardia. Da chi? Dalla regina dei Draghi. Proprio lei: la biondina argentata Daenerys Targayen, detta anche Khaleesi del Grande mare, principessa di roccia del Drago e Distruttrice delle Catene. È carina, si è covata quei draghi meravigliosi, voi l'amate e l'ho amata anch'io, lo confesso. Però, ora tutto è chiaro dopo cinque anni che ce la menano: la pupattola (che se la fa con quello sfigato di Jon Snow) altri non è che la reincarnazione femminile di Josef Stalin, l'uomo che spostava e sterminava popolazioni perché aveva la doppia passione dell'ingegneria e della macelleria sociale. Come agisce infatti la ragazza dalle treccine troppo intrecciate e le sopracciglia troppo nere? Scatena tempeste di morte con i suoi draghi che cavalca come il Dottor Stranamore di Kubrick cavalcava la bomba atomica, scatenando festosamente armi di distruzione di massa, tonnellate di napalm infuocato. Fateci caso: piace ai liberal di sinistra, piace ai Dem perché ha una ideologia: non solo libera gli schiavi, ma vieta combattimenti sportivi, elimina classi sociali e se qualcuno le fa educatamente presente di non essere del tutto d'accordo, lei lo fa decapitare o ardere vivo, dipende dalle fonti di energia rinnovabile. È ecologica, ovviamente, ma produce riscaldamento globale. Non fate il tifo per la piccola Stalin, potrebbe nuocere alla salute.