Troppe tasse strozzano gli italiani e il Cav ribadisce la sua idea: «Serve un altro euro»

RomaLa sovranità monetaria per uscire dalla crisi economica. Nel «No Tax Day» bis, l'euroscettico Silvio Berlusconi torna a rilanciare la necessità che l'Italia si doti di una moneta propria, l'euro spaccato in due. Un referendum popolare farebbe sfracelli, il Cavaliere lo sa e spiega il piano: «Ci vogliono due monete con l'emissione di una valuta nazionale che possa essere stampata qui in Italia. Naturalmente proveranno a dirci che non si può fare e che è un sacrilegio. E invece si può fare, eccome. Sarà il mercato a stabilire quanto varrà rispetto all'euro».

In realtà il doppio euro che sogna Berlusconi, l'Eurosud, non è proprio una novità. L'idea circola in Europa dal 2010. Addirittura nel 2013 era tra le proposte di «Alternativa per la Germania», il partito antieuro tedesco. Figuriamoci il successo che potrebbe avere qui da noi. «La moneta unica - incalza Silvio - sta mettendo in ginocchio le imprese italiane tipicamente piccole e a conduzione familiare, non si può più andare avanti con questo euro, occorre ottenere la parità con il dollaro».

L'euro sopravvalutato (e il grande imbroglio storico delle mille lire pari a un euro) hanno gradualmente asciugato il tesoretto degli italiani, un tempo grandi risparmiatori assieme ai giapponesi. Ma sono state le tasse a dare il colpo di grazia. Berlusconi se la prende con certi «maghi» del Pd. «Il partito di Renzi ha portato al governo gente buona solo a fare promesse. Poi però gli italiani si sono ritrovati con altre tasse e una disoccupazione in netta crescita».

Gli ultimi sondaggi danno un magro Natale quanto a consumi, con una spesa media a famiglia di appena 120 euro tra cene e regali. Per il cavaliere una situazione inevitabile «con una pressione fiscale aumentata del 40 per cento». E presenta il programma di rilancio dell'economia, riproponendo l'applicazione di una flat tax al 20 per cento per tutti. «Che significa meno tasse per famiglie, nessuna tasse sulla prima casa, zona franca sino a 13mila euro per ogni famiglia, cancellazione delle imposte sulle donazioni e sulle successioni». E poi meno tasse per gli anziani, medicina sociale, pensioni minime innalzate a 1000 euro al mese per 13 mensilità». «Noi - prosegue il leader di Forza Italia - siamo credibili, tutte queste cose le abbiamo già fatte quando eravamo al governo».

Infine un pensiero alla tv, sempre in mano agli stessi ingessati conduttori. Sui volti nuovi da mandare in televisione il leader azzurro insiste da tempo. «Ogni sabato pomeriggio incontrerò dei giovani, è importante scegliere una proposta nuova per ridefinire la nostra offerta politica e selezionarla con parole il più semplici possibili. Mi sono messo in contatto con i presidenti dei comitati regionali e con i coordinatori affinché mi segnalino persone non necessariamente giovani, ma seri professionisti come potrebbe essere un avvocato, un professore universitario. Gente che non deve essere solo capace di parlare». Pare facile.