Il trucco di Grillo: via il nome dal simbolo

Roma I toni dell'annuncio sono strappalacrime: «Ci ho messo la faccia, il nome e anche il cuore», dice solenne Beppe Grillo (sorvolando pudicamente sul capitolo portafoglio), ma «oggi che il Movimento 5 Stelle è diventato adulto e si appresta a governare l'Italia credo che sia corretto non associarlo più a un nome», cioè il suo. Per questo, spiega, «voglio cambiare il simbolo eliminando il mio nome». L'ex comico genovese indice il consueto rito della «consultazione online», che si è tenuta ieri pomeriggio, ma come al solito la decisione è già presa e l'ha presa lui, d'intesa con l'immancabile Casaleggio: il nome si toglie, ai fan consultati via Internet resta l'impegnativa scelta: sostituirlo con il logo del sito web del movimento o non sostituirlo con nulla?Le vere ragioni di marketing che hanno portato i capi del partito grillino a prendere la decisione non sono chiare, di certo l'ex comico lo aveva più volte annunciato, anche in risposta alle polemiche sul controllo esercitato dal famoso blog (il cui indirizzo web, col nome di Grillo, era appunto nel simbolo) sulle scelte politiche del movimento. Insomma, togliendo il suo nome Grillo vuol dare una ripulita all'immagine di M5S, farlo apparire un movimento autonomo e autosufficiente, con una vera classe dirigente ma senza «leader e padroni». Maquillage fatto probabilmente in previsione della campagna elettorale per le amministrative: la sostanza però resterà la stessa, con Grillo padrone unico del marchio, regolarmene registrato all'ufficio brevetti. Il ruolo decisionale di «Beppe» e di «Gianroberto» insomma resterà invariato, come ammette la deputata Roberta Lombardi: «Abbiamo ancora bisogno di loro, che continueranno a fare da garanti».Non cambia nulla, insomma. Ma intanto i parlamentari grillini si esercitano in peana sulla «generosità» del caro leader, cui «dobbiamo eterna gratitudine», dice Gianni Girotto. «Passaggio storico che testimonia la sua grandezza di spirito», si esalta Danilo Toninelli. «Troveremo sempre in lui il cuore e il megafono delle nostre battaglie», si sdilinquisce Riccardo Fraccaro. «Beppe resta fondamentale», incalza Nicola Morra. «Gli siamo grati per quello che ha fatto e continuerà a fare, deve rimanere al suo posto», supplica l'attuale capogruppo (i grillini cambiano più capigruppo che calzini) Sorial. «Resterà il garante del M5S. Ma da oggi tutti coloro che partecipano a questo incredibile progetto hanno una responsabilità in più», chiude in gloria Roberto Fico. Amen.