Trump e il fuoco di Hillary: «Putin ci spia, lui lo sostiene»

La Clinton attacca il rivale e i russi: «Mail hackerate da Mosca». Ma nei sondaggi il repubblicano è avanti

Da quando ha deciso di scendere in campo per le primarie del partito repubblicano, non passa giorno senza che il vulcanico Donald Trump lanci una nuova provocazione. Il candidato del Grand Old Party ha messo a segno una lista interminabile di insulti e gaffe di ogni genere, dalla proposta di bandire ai musulmani l'ingresso in America alla presa in giro di un giornalista disabile, dalle battute poco galanti nei confronti delle donne all'idea di «chiudere» internet e i social media per arginare la diffusione degli estremisti online. I detrattori erano convinti che questo suo atteggiamento arrogante e irriverente lo avrebbe ben presto messo fuori gioco, e invece dopo aver costretto al ritiro oltre una decina di navigati politici Gop, ha conquistato a mani basse la nomination del suo partito e ora punta con il vento in poppa verso la Casa Bianca, forte degli ultimi sondaggi che lo danno in vantaggio per la prima volta contro la rivale democratica Hillary Clinton.

Benché il tycoon newyorkese non sia un oratore raffinato, sempre più osservatori sono ormai convinti che le sue sparate non siano scivoloni accidentali, ma facciano parte di una attenta e studiata strategia elettorale per rimanere costantemente al centro dell'attenzione. Strategia che pare funzionare considerato che più gli avversari e l'opinione pubblica si scandalizzano per le sue affermazioni, più il suo elettorato è invece pronto a sostenerlo e accorre in massa ai comizi.

Anche nelle due settimane delle Convention a Cleveland e Philadelphia Trump ha messo a segno in continuazione entrate a gamba tesa e frecciatine. In primis cavalcando la divulgazione da parte di Wikileaks delle email tra i funzionari del partito democratico e lo staff della Clinton per minare la corsa di Bernie Sanders alle primarie. Tra gli inquirenti prende sempre più piede l'ipotesi che dietro la cyber-intrusione (che ha interessato anche il sistema informatico della campagna elettorale di Hillary) ci siano hacker alle dipendenze dei servizi segreti russi, e Trump ne approfitta per lanciare una nuova provocazione, invocando l'aiuto di Mosca per «trovare le 30mila email sparite dai server privati di Hillary Clinton». Rilanciando così il sospetto che l'ex segretario di Stato abbia cancellato numerosi messaggi prima di consegnare la corrispondenza della posta elettronica all'Fbi. Dopo le polemiche scatenate dalla sua affermazione, il re del mattone corregge parzialmente il tiro dicendo che si trattava di una battuta, e nel frattempo la candidata dem ribadisce: «Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno violato il sistema informatico del Comitato nazionale democratico, che hanno fatto in modo di far circolare quelle email, e che Trump ha mostrato una preoccupante tendenza a sostegno di Putin». Non è solo per lo scandalo delle email che il miliardario è finito al centro delle critiche, ma anche per la bufera sollevata dai suoi attacchi a Khizr Khan, il padre del soldato musulmano morto in Iraq intervenuto alla Convention dell'Asinello. Khan, emigrato negli Stati Uniti dagli Emirati Arabi ha invitato il candidato repubblicano a leggere la costituzione americana, quindi ha detto rivolto a Trump: «Lei non ha sacrificato nulla. Lei non ha perso nessuno. Non possiamo risolvere i nostri problemi costruendo dei muri, seminando la discordia». Poi, ha chiesto di votare per Hillary, «non per colui che divide». Come di consueto, il candidato Gop sceglie Twitter per ribattere: «Sono io quello che è stato attaccato brutalmente. Non mi è concesso rispondere? - sferza - È Hillary che ha votato per la guerra in Iraq, non io!"» L'intervento di Khan è stato sicuramente uno dei momenti più toccanti della kermesse dell'Asinello, ma il tycoon non teme la sfida e critica anche la moglie dell'uomo, Ghazala, comparsa accanto a lui con il capo coperto: «Se ne stava lì in piedi, senza niente da dire. Forse non le era consentito dire nulla». Un commento a cui la donna replica immediatamente, sottolineando che ad impedirle di intervenire e' il dolore ancora forte per la perdita del figlio.

Commenti

accanove

Lun, 01/08/2016 - 14:10

per come la vedo io gli americani hanno sempre regolato i conti con le armi, iran, iraq, supporto in siria sono le ultime perle dei guerrafondai americani di cui ora paghiamo le conseguenze. La crisi Ucraina sono loro creature, preoccupati di un Putin europeo e la messa in discussione della leader shep americana. Hillary con gli incarichi coperti è sempre in qualche modo stata presente alle ultime guerre "di religione" americane.

krgferr

Lun, 01/08/2016 - 20:36

Certo che per fidarsi di chi invece di tentare di dimostrare che le accuse sono false o, nel caso non lo fossero, chiedere scusa, se la prende con chi ha svelato le magagne, bisogna essere o masochisti o decisamente "timidi". Saluti. Piero

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 02/08/2016 - 12:09

Dov'è il problema? A che cosa servono i servizi di "intelligence"?