Trump esalta la Brexit Ma affonda Nato, Europa e Germania

Il tycoon: «Intesa commerciale con Londra L'Ue? Un veicolo degli interessi tedeschi»

A quattro giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca Donald Trump parla per un'ora di Brexit, Europa e Nato con il Times di Londra: ed è una vera bomba. Le dichiarazioni del presidente eletto americano, in realtà, confermano le linee da lui tracciate nei mesi della campagna elettorale, ma anche se non possono essere considerate una sorpresa, sono - in senso letterale - sconvolgenti. Perché con le sue parole Trump butta gambe all'aria capisaldi stabili da decenni e ritenuti incrollabili, gettando obiettivamente un'ombra di incertezza sugli anni a venire.

Trump promette a Londra un accordo post-Brexit che equivale a una bomba a orologeria accesa sotto l'Europa unita; lascia partire un paio di cannonate verbali contro la Germania che mettono da subito sotto il segno della reciproca sfiducia il suo rapporto con Angela Merkel; ma soprattutto, ribadisce la sua fiducia personale nella persona del leader russo Vladimir Putin e dà della Nato una definizione che impressiona per come potrebbe esser stata espressa con le medesime parole dal Cremlino (che infatti non ha perso un minuto a sottoscriverla): un'istituzione obsoleta, una reliquia del passato.

L'intesa con la Gran Bretagna che ha scelto il gran rifiuto all'Europa sembra essere una priorità anche temporale per Trump. «The Donald», con il suo tipico linguaggio elementare e di facile ascolto, definisce la Brexit a great thing («una gran cosa») e promette di offrire al governo di Londra - che ha davanti a sé anni di faticosi negoziati per estricarsi dal matrimonio con Bruxelles - un accordo commerciale «rapido ed equo» entro le prime settimane della sua presidenza, invitando la premier Theresa May a Washington. Ma non si ferma a questo: si dice sicuro che presto altri Paesi seguiranno l'esempio britannico e lasceranno l'Unione Europea, che a suo avviso difficilmente sarà in grado di superare la crisi innescata dall'ondata migratoria in corso.

All'invasione di aspiranti rifugiati da Africa e Medio Oriente si collega la bordata sparata dal prossimo leader americano contro Angela Merkel. La cancelliera tedesca «ha commesso un errore catastrofico» quando ha deciso di consentire a un milione di migranti illegali di entrare in Germania, «gente che non si sa da dove arrivi», mentre Trump ripete quanto sia invece importante «rispettare il senso d'identità dei popoli». Il presidente eletto non manca di esprimere il suo «grande rispetto» per la Merkel, ma fa poi partire il secondo colpo micidiale, affermando che l'Ue è diventata «il veicolo degli interessi della Germania»: il che, al di là di qualsiasi giudizio di sostanza, è un altro notevole invito alla disgregazione dell'Unione. Inevitabile che, a stretto giro di posta, la cancelliera abbia replicato a Trump che «l'Europa ha il proprio destino nelle sue mani e i 27 Paesi membri (escluso dunque il Regno Unito, nda) devono rimanere uniti».

Last but not least, la bomba Nato. «È un'istituzione obsoleta perché non si occupa di terrorismo - ha detto testualmente Trump - ma è ancora molto importante per me». Poi è tornato su un suo cavallo di battaglia: «Si suppone che debba difendere i Paesi che la compongono, ma molti non pagano ciò che dovrebbero ed è molto ingiusto verso gli Stati Uniti». Parole che hanno fatto ovviamente gongolare il Cremlino («La Nato è davvero un anacronismo, anche noi siamo d'accordo su questo») e preoccupare molti alleati europei, come ha notato fra gli altri il ministro degli Esteri tedesco Walter Steinmeier.

Un'ora di parole che hanno scosso molte certezze, ma forse anche quelle di chi già vede Trump a braccetto con Putin: «Io comincerò fidandomi sia di lui che della Merkel - ha detto a Michael Gore del Times -, ma poi vedremo quanto durerà. Potrebbe anche non durare affatto a lungo».