Trump-Kim, presto il nuovo summit

Il segretario di Stato Usa: "Concordato un incontro prima possibile"

Un incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un «il prima possibile». È questo il risultato scaturito dall'incontro di Pyongyang tra il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il leader nordcoreano.

Lo ha detto lo stesso Pompeo al termine della sua visita nella capitale della Corea del Nord (la quarta di una serie che si presume continuerà) dove è stato ricevuto dal giovane dittatore che meno di un anno fa Trump aveva definito sprezzantemente «piccolo rocket man».

Il presidente americano ha prontamente ripreso il tema in uno dei suoi classici tweet. «Non vedo l'ora di incontrare nuovamente Kim Jong-un - ha scritto Trump -. Pompeo e Kim hanno avuto un buon incontro oggi a Pyongyang, sono stati compiuti progressi sugli accordi del vertice di Singapore».

La tappa a Pyongyang è stata solo la prima di un viaggio nella regione che Pompeo ha dedicato al rilancio del dialogo con Kim. Subito dopo, il segretario di Stato Usa è volato a Seul per informare gli alleati sudcoreani dei risultati dei suoi colloqui nel Nord. Oggi sarà a Pechino, in quella che viene considerata la tappa più importante e delicata della sua missione in Estremo Oriente.

Nella capitale cinese Pompeo e il suo staff discuteranno non solo della gestione della crisi nucleare in Corea, ma anche delle crescenti difficoltà nei rapporti sino-americani. È evidente che questi temi rivestono per la Casa Bianca un'importanza equivalente se non superiore a quelli coreani. La politica dei dazi sulle merci cinesi voluta da Trump crea problemi a Pechino almeno quanto l'espansionismo commerciale e militare cinese preoccupano Washington.

Trump, inoltre, ha aggiunto un «carico» di prima grandezza a queste tensioni bilaterali quando nei giorni scorsi ha accusato direttamente la Cina di star lavorando sottotraccia per influenzare le elezioni americane di medio termine con l'obiettivo di favorire una sconfitta repubblicana, e quindi di conseguire un indebolimento della posizione del presidente. Senza dimenticare che pochi giorni fa il Mar Cinese Meridionale è stato teatro di un tesissimo confronto tra due navi di guerra dei due Paesi, conseguenza della ferma volontà americana di ignorare la pretesa cinese di considerare quelle acque come proprio territorio.

Commenti

cir

Lun, 08/10/2018 - 14:05

KIM . lascia perdere , quello e' solo uno sporco yankee..