Tsipras vince ancora: vecchia maggioranza possibile per pochi seggi

Più netta del previsto la sconfitta dei conservatori. Terzi i neonazisti

AteneTsipras fa il Renzi, molla la sinistra estrema e sposa le tesi dell'austerità dando sette punti di distacco ai conservatori. I greci, al netto degli astenuti record (quasi al 50%), hanno scelto il memorandum della troika e chi l'ha firmato, dando nuovamente fiducia al quarantenne ingegnere che secondo le proiezioni avrà 145 seggi su 300 e potrebbe dunque riproporre il governo uscente coi nazionalisti di destra (10 seggi). Depurata dagli scissionisti prodracma che rischiano di restare fuori dal Parlamento, Syriza in un solo colpo allontana l'ombra di Varoufakis e torna tra le braccia dei creditori internazionali, anche se il dato più significativo si ritrova alla voce rassegnazione. I quasi dieci milioni di elettori, chiamati alle urne per la seconda volta in sette mesi e per la quarta in tre anni, sono consapevoli che non sarà il nuovo governo Syriza­Anel a condurre la barca ellenica in porti sicuri, bensì «i compiti a casa» prescritti da Bruxelles e Berlino, da svolgere alla lettera e senza le sbavature viste fino ad oggi, come confermano i sei miliardi di tasse non riscosse nei primi sei mesi del 2015. Come dire che nel sistema amministrativo del Paese c'è ancora una falla gigantesca che andrà chiusa per evitare altre sforbiciate a stipendi e pensioni. Conferma al terzo posto, con un vantaggio di tre deputati rispetto al gennaio scorso per i nazionalisti di Alba dorata, che dichiarano di ispirarsi alla Lega Nord di Salvini e al FN di Marie Le Pen per questa terza esperienza parlamentare nonostante il loro leader, Nikolaos Mikalioliakos, sia agli arresti domiciliari e in attesa di un processo. Si sciolgono invece i Varoufakis boys, ovvero la pattuglia prodracma di Unità Popolare che aveva votato contro le misure, comportando la crisi di governo un mese fa e il subbuglio fra i mercati. Anziché votare loro, confessa un pensionato fuori da un seggio, «ho preferito gli originali del Kke, comunisti veri e non per l'occasione». Sorpresa tra i centristi: il giornalista Stavros Theodorakis dimezza i suoi consensi rispetto a sette mesi fa, (è al 3,5%) ma rischia ugualmente di essere della compagine di governo se Tsipras vorrà blindare l'esecutivo con altri dieci deputati. Per la prima volta entra il Parlamento la pattuglia dei casiniani greci, l'Unione di Centro, da vent'anni ai nastri di partenza delle elezioni ma sempre al di sotto della soglia minima.

Oggi o al massimo domattina il Capo dello Stato, il conservatore Procopos Pavlopoulos, dovrebbe ricevere Tsipras per conferirgli il mandato di formare il governo, da espletare in tre giorni. Ma la partita vera si giocherà fuori dalle urne e sul terreno della ricapitalizzazione delle banche. I leggeri segnali di ripresa alla voce occupazione del terzo semestre dell'anno sono coincisi con la stagione estiva e non con un reale progresso del Paese. Dal quartier generale di Syriza, Tsipras ha twittato in serata che dinanzi al nuovo governo si aprirà ora la «strada del lavoro», mentre nelle stesse ore già riceveva l'ex ministro della Difesa Panos Kammenos, leader della destra di Anel e certo di essere ancora al governo. Se è vero come è vero che in tre giorni la Grecia avrà un altro esecutivo «fasciocomunista», è altrettanto vero che avrà pochissima autonomia per misure che non siano previste dal decalogo siglato un mese fa.

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Commenti

swiller

Lun, 21/09/2015 - 16:24

Col 50% di astensione non dovrebbero essere nemmeno riconosciute.