Tuffo per salvare i fratelli: annegati

Avevano 16 e 17 anni. Il terzo, più grande, ha provato a soccorrerli rischiando la vita

Quando ha visto il fratellino in difficoltà non ha esitato un attimo a tuffarsi per soccorrerlo. Anche se neppure lui sapeva nuotare. In quel momento, forse, nella concitazione, non se l'è neppure ricordato e si è trovato anche lui in pericolo. Sono morti così, venerdì pomeriggio, due fratelli di 16 e 17 anni, annegati nel lago di Iseo, che per poco non inghiottiva anche il terzo fratello, il più grande. Anche lui si è buttato senza pensare alle conseguenze, cercando disperatamente di riportarli a riva. Ma non ce l'ha fatta, perché neanche lui aveva molta dimestichezza con l'acqua

È l'ennesima tragedia di questi giorni a cavallo di ferragosto. Un bollettino di guerra continuo. L'ultimo incidente è avvenuto a Tavernola, in provincia di Bergamo. La famiglia Muhammad, di origine pachistane, in Italia dal 2009 e residente ad Azzanno San Paolo, stava trascorrendo una giornata su una nota spiaggia sul lago. Nel pomeriggio il ragazzo di 17 anni, Hassan, che a differenza del resto dei familiari era arrivato in Italia da pochi giorni, entra in acqua per rinfrescarsi. A riva rimangono i due fratelli e i genitori. Succede tutto in pochi minuti. Forse tradito da una buca su fondale, il ragazzo finisce in acqua, annaspa, chiede aiuto. Il fratello più piccolo, Waqas, 16 anni, lo sente e corre per dargli una mano, trovandosi anche lui in difficoltà. A questo punto anche il diciannovenne si tuffa in acqua per soccorrere i fratellini, ma non riesce a riportarli a riva. Momenti drammatici, le persone sulla spiaggia si rendono conto di quello che sta succedendo. Soltanto l'intervento di un bagnante, che entra in acqua con il salvagente, evita che anche il terzo fratello affoghi. Per i due minorenni, invece, non c'è nulla da fare. Quando vengono recuperati a tre metri di profondità e a una quindicina di metri dalla spiaggia sono in arresto cardiocircolatorio. Portati via dai vigili del fuoco di Bergamo le loro condizioni appaiono subito disperate. Inutile la corsa in ospedale con due elicotteri del 118, nessuno dei due supera la notte.

Erano fratelli anche i due ragazzini morti a ferragosto ad Ortona, nel Chietino. Avevano 11 e 14 anni, erano di origine cinese ma nati in Italia e residenti a Montesilvano, in provincia di Pescara. Stavano facendo il bagno in mare, nuotando tra due file di frangiflutti, quando sono stati sbalzati contro gli scogli dalle onde. Il papà se n'è accorto, ha provato a nuotare per salvarli ma non è riuscito a raggiungerli. Lui è stato salvato, mentre i figli sono stati recuperati soltanto dai sommozzatori dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Il corpicino di uno dei due era a tre metri di profondità, incastrato tra i massi. Ieri una donna albanese di 26 anni è morta invece in mare a Metaponto, in provincia di Matera, mentre faceva il bagno con la figlia. Era straniero anche il ragazzo di 23 anni morto a Jesolo dopo essersi tuffato da un pedalò. Veniva dal Senegal ma faceva l'operaio a Ponte di Piave. A ferragosto aveva affittato la piccola imbarcazione con il fratello e alcuni amici, ma è scomparso tra i flutti ed è stato ritrovato l'indomani dopo lunghe ricerche dai vigili del fuoco. Sono finite con il ritrovamento del corpo senza vita anche le ricerche del giovane di 24 anni di origini tunisine disperso nel mare di Torretta Granitola a Mazara del Vallo. Ad Ancona, invece, una ragazza di 22 anni di Perugia, è morta, dopo sei giorni in rianimazione, dopo essere stata inghiottita dalle onde in seguito ad un tuffo da uno scoglio. Il mare era mosso e la giovane è stata sbalzata contro una roccia.