Tunisi applaude il sacrificio del cane eroe

Di solito muoiono in silenzio offrendo, senza remore e senza lamentarsi, quella vita che neanche gli appartiene. Solo nelle fiction, i Rin Tin Tin di allora e i Rex di oggi vengono omaggiati con biscotti o wurstel, quando, durante una sortita, la pallottola li colpisce in organi non vitali (c'è la prossima puntata da girare). Ma nei mille posti della terra dove si combatte, loro che già darebbero la vita senza che qualcuno glielo chieda, subiscono i più duri addestramenti per entrare in azione e immolarsi a difesa di chi li ha istruiti e di chi il conduttore, con un solo gesto, gli chiede di salvare a costo della pelle.

È quanto accaduto ad Akil, un Pastore Tedesco appartenente alle forze di polizia tunisine. Aveva un anno e mezzo ed era nel pieno delle forze e dell'addestramento duro e inflessibile che tutti i corpi del mondo riservano ai cani delle unità cinofile. Akil era al seguito delle teste di cuoio in quel maledetto museo del Bardo di Tunisi dove hanno trovato la morte 22 persone, tra cui 17 turisti. La televisione tunisina ha mandato in onda il video di quando, ad azione finita, i militari sfilano nelle loro tute nere tra le ali di una folla che applaude. Ma l'applauso si fa ancora più intenso e si sente distintamente un «bravo», quando sotto le telecamere passa la barella insanguinata con sopra il corpo senza vita di Akil. L'attacco terroristico di probabile matrice dell'integralismo islamico che fa capo all'organizzazione terroristica dell'isis, non ha risparmiato il personale stesso del museo, oltre ai turisti e a un poliziotto tunisino che ha trovato la morte durante l'attacco dei militari portato nel cuore del museo verso mezzogiorno per stornare l'attenzione dei terroristi nei confronti delle persone in visita alla rara collezione di 8000 mosaici romani. È stato in quel momento che Akil è entrato in azione, probabilmente gettandosi contro uno dei terroristi che minacciava con il fucile le altre persone. Questa però non era una fiction e la raffica del terrorista ha falcidiato il corpo di Akil. Per lui non ci sarà un'altra puntata, ma rimarranno le immagini di quella gente che applaude la barella che passa e quel «bravo», commosso suggello di gloria degli ignoti.