Tutti al seggio, tra pochi disguidi e molti cani "accompagnatori"

Si è votato anche all'interno di un camper

Londra - «La diretta sulle elezioni io la guardo nella scuola di mio figlio» dice frettolosamente una signora prima di salire sull'autobus che la porterà all'Emanule School di Battersea Rise. In occasione di questo voto il Dipartimento Politico aveva organizzato un General Election Question Time in cui alcuni degli studenti degli ultimi anni si sono cimentati nel ruolo dei rappresentanti dei cinque principali partiti. Ci sono tanti modi di trascorrere il giorno del voto in Gran Bretagna e uno di questi era scegliere di guardare la politica e i suoi protagonisti con gli occhi di un sedicenne.

Mentre i media obbligati al silenzio si riposavano in attesa di poter ripartire dopo le dieci con le lunghe dirette della notte, i leader politici si facevano fotografare mentre si recavano al seggio, decisamente molto più nervosi degli altri votanti. In giro per Londra l'atmosfera era tranquilla, la gente si lasciava intervistare, raccontando di dubbi, emozioni, sentimenti contrastanti. «Voto Conservatore - ha spiegato un signore sui cinquant'anni - e non perché ritengo che siano i migliori. Credo che in questo momento i laburisti sarebbero dannosi per l'economia. Più che convinzione la mia è una scelta per limitare i danni». Ma i Twitter più ripresi ieri erano sui cani che aspettavano tristemente fuori dai seggi, inutilmente, dato che in realtà l'accesso non è precluso dal 2010. Tra i seggi elettorali più insoliti ieri si contavano anche un camper messo gentilmente a disposizione dal legittimo proprietario che ha trascorso l'intera giornata in vigilante attesa su una sedia da campeggio, e una toilette portatile. Il gatto di Downing Street, che in un dei giorni più importanti per il suo padrone se ne stava pigramente afflosciato sullo zerbino d'ingresso, è stato praticamente messo in fuga dal cocker della polizia presente sul luogo per motivi di sicurezza. Gli inglesi sono noti per essere un popolo di persone piuttosto precise, ma quando i votanti coinvolti sono così tanti qualche disguido può capitare. Nel distretto di Darlington per esempio, su 89 certificati elettorali si erano dimenticati di stampare il nome di uno dei candidati. Perfino troppo politicamente corretto invece il presidente di un seggio scolastico ospitato in una scuola dove tutti i disegni degli alunni di 9 e 10 anni appesi sulle pareti delle aule sono stati coscienziosamente coperti perché «potevano influenzare il voto».