La Ue non ci aiuta coi profughi? Ecco come rifarci delle spese

L'emergenza non è solo nostra, ma di tutti: se Bruxelles chiude gli occhi, sottraiamo i costi sostenuti per fronteggiare l'immigrazione dal contributo che versiamo all'Europa

Il buonismo produce razzismo. E il razzismo inevitabilmente la guerra. Per questa ragione, terrorismo internazionale, grandi esodi e immigrazione sono fenomeni che richiedono uno sforzo comune per evitare i drammi cui abbiamo assistito negli ultimi mesi e che continuano ad alterare gli equilibri mondiali, fino a minacciare la pace. E sono temi da affrontare tenendo conto di culture, sensibilità e storie diverse, per creare la possibilità di un incontro, costruire un ponte. Ma quali sono le caratteristiche delle due sponde su cui devono poggiare le arcate di questo ponte?

L'arcata occidentale Dal punto di vista dell'arcata occidentale, la domanda è: il terreno su cui poggiare il cantiere esiste? La constatazione che fanno molti è che la sponda occidentale non ha consistenza. Prevalgono le sabbie mobili dei sensi di colpa e l'incertezza assoluta sul bene e sul male. L'identità europea ormai è questa: essere l'identità degli altri. La cultura ufficiale impone di essere rispettosi di etnie, culture, religioni differenti, condanna islamofobia e razzismi, ma rinuncia a tutelare la propria identità. La tradizione europea è vista come qualcosa da distruggere, anzi è già stata distrutta, almeno nel pensiero dominante. Questa identità che non c'è, questa identità che è l'identità dell'altro, la rinuncia dell'Occidente a essere orgoglioso di una forma di società, di un pensiero forte impedisce la costruzione di un ponte. E spinge la cultura islamica a un'idea di superiorità, a pensare all'Occidente come un posto vuoto da conquistare.

C'è poi un altro problema: come si fa a costruire un ponte mentre c'è una guerra in corso? La lezione di Oriana Fallaci ci dice che non esiste l'Islam moderato. Da qui la necessità di tutelare la nostra civiltà, non per ingabbiarla, ma per salvarla. La libertà e la democrazia esigono la sicurezza. Sono cose ovvie, ma tocca ripeterlo, perché oggi la cultura dominante è intrisa di scetticismo su libertà e democrazia. E questo si traduce in un disarmo delle anime che arriva fino ai vertici dei governi occidentali e in particolare di quello italiano.

L'arcata orientale Dall'altro punto di vista, invece, la domanda che bisogna porsi è diversa: cosa c'è al fondo del dramma di oltre 250 milioni di persone? A tanto ammontano gli abitanti del Medio Oriente, del Nord Africa e del Pakistan: i principali paesi sconvolti dalle guerre, cui consegue un grande esodo. Esodo, non semplice immigrazione.

Dal 1980 in poi, il reddito dei paesi sopra citati rispetto al resto del pianeta non è cambiato. Nel 1980 esso era pari al 7,6% del reddito mondiale. Oggi quell'asticella non si è mossa minimamente. Trent'anni e più passati invano.

Per avere un termine di paragone, si consideri che nello stesso periodo i vecchi paesi coloniali dell'Asia, compresa la Cina popolare, sono passati dal 9,1% al 28,5%. In questi anni la popolazione del Sud Est asiatico è aumentata del 65%. Quella delle zone del grande esodo del 145%. Siamo davanti a paesi che non crescono economicamente, ma che crescono demograficamente. Così sarà anche da oggi al 2020: in Medio Oriente, Nord Africa e Pakistan l'economia rimarrà stagnante (anzi il Fmi stima un leggero regresso), mentre la popolazione continuerà a crescere di un altro 30%.

I due fenomeni, scarso sviluppo economico e aumento del carico demografico, vanno a braccetto. Risalgono agli anni '50 le prime teorie di Alfred Sauvy secondo cui l'incremento demografico è inversamente proporzionale al tasso di sviluppo dell'economia. Più un paese si sviluppa, più i figli sono un costo da sostenere. Più esso è arretrato, più i figli sono una risorsa per le famiglie che li spingono al lavoro fin dalla più tenera età. Sennonché questa semplice meccanica non è di per sé sufficiente ai fini di una spiegazione complessiva del fenomeno. Nel caso del Medio Oriente o del Nord Africa, siamo forse in presenza di scarsità di risorse dal punto di vista economico? Questo vale, semmai, per il Sud Est asiatico. Nei paesi che gravitano sul Mediterraneo si concentrano, invece, le più grandi risorse petrolifere del pianeta.

Certo, l'oro nero non è uniformemente distribuito, ma su base regionale rappresenta un vantaggio che non è stato utilizzato ai fini di uno sviluppo complessivo. Al contrario, ha dato origine al mantenimento di caste ristrette, dedite all'opulenza o alla grande speculazione internazionale, senza ritorno alcuno per il resto della popolazione.

L'integrazione deve essere accettazione reciproca Se l'immigrazione è subita, e non analizzata e capita, rischia di formarsi un pericoloso mix socio-economico, confuso, senza espliciti meccanismi regolatori, senza chiara visibilità economica. È quello che è avvenuto nel nostro paese, dove la migrazione è stata da sempre quasi tutta da offerta e dove gli immigrati che oggi sono regolari sono tali non perché arrivati in periodi in cui il mercato del lavoro domandava quel tipo di immigrazione, ma perché regolarizzati nel tempo attraverso sanatorie e decreti «flusso».

Che significa questa distinzione? Nel caso di migrazione da domanda prevalgono i lavoratori dipendenti. Essi hanno alta propensione alla stabilità e trovano di fatto nei paesi ospitanti esplicite strategie assimilative: lingua, scuola, casa, modelli culturali, ecc... Questi flussi di immigrati entrano così nel ciclo sociale delle economie di destinazione attraverso il lavoro. Al contrario, nel caso di migrazioni prevalentemente da offerta la ragione del movimento risiede nelle condizioni socio-economiche dei paesi di origine. Non esiste, quindi, nessun attrattore capace di selezionare i flussi. I settori di arrivo non saranno quelli centrali manifatturieri, ma quelli marginali-interstiziali-maturi. Ci sarà alta propensione al lavoro autonomo, alla clandestinità e al lavoro sommerso. Ne deriva, di fatto, una precarietà generalizzata, nessuna propensione alla stabilità e, soprattutto, nessuna strategia assimilativa da parte della società di destinazione. Da qui conflitto, razzismo e mancanza di risorse per casa, scuola, lingua, welfare state , ecc...

L'Italia oggi è lasciata sola a far fronte a un fenomeno che è impossibile gestire. La sua collocazione geografica ne fa una testa di ponte naturale: una calamita che attira l'esodo di massa, frutto, come abbiamo visto, delle contraddizioni non risolte di paesi martoriati. Siamo giunti al punto che anche l'Onu è costretta a riconoscere che il fardello che oggi porta il nostro paese ucciderebbe un gigante. E l'Italia, nella realtà europea, tutto è meno che un gargantua, se pensiamo, per esempio, che il nostro tasso di crescita è il più basso di tutta l'eurozona. Ma sulle nostre richieste d'aiuto i nostri partner continuano a glissare. Dopo l'avallo dell'Onu, però, bisogna passare all'azione. L'Europa cincischia? Allora ricorriamo ad altri strumenti. Sottraiamo dal contributo che ogni anno versiamo a Bruxelles, pari a poco meno di 16 miliardi di euro, il costo che sosteniamo per far fronte a un'emergenza che è di tutta l'Europa. E vinceremo anche il premio Nobel per la pace.

Commenti

gigetto50

Dom, 19/04/2015 - 08:45

.....secondo me la questione soldi é risolvible. Il vero e grosso problema é cosa poi fare con tutte queste persone arrivate se gli altri paesi europei non se ne prendono una parte ciascuno. E questo credo non succedera' MAI perché gli altri UE hanno gia' i loro flussi migratori comprensibilmente ben controllati, rigidi e chiusi nei numeri. Non si puo' pensare, giustamente, di consentirre di svuotare mezza Africa (100 0 200 milioni se basta), riversandoli in Europa. Perché cosi' sara' nel corso dei decenni.

domenico.pastori

Dom, 19/04/2015 - 09:15

Perfetto: se l'Europa ci prende in giro operiamo sul lato economico, e sara' sicuramente obbligata a cambiare registro.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 19/04/2015 - 09:52

Oltre a questa che è una buona idea, si potrebbe anche dargli una carta di soggiorno e spedirli in nord Europa.

Aristofane etneo

Dom, 19/04/2015 - 09:53

Buona l'idea di scaricare sull'Europa i costi in danaro per il mantenimento e per le cure mediche gratuite a vita per i disperati e i paraculi dell'Africa, delle Americhe e dell'Asia. Speriamo che gli "Europei" non facciano lo stesso ragionamento.

Aristofane etneo

Dom, 19/04/2015 - 09:54

Ma ... perché i Governi dei Paesi "amici" dell'Italia distruggono le Nazioni con l'assenso tacito o manifesto dell'ONU, si fregano le loro materie prime e a noi Italiani lasciano i costi economici, sociali, politici, culturali dei "profughi" provenienti o meno dalle zone di guerra?.

giovanni PERINCIOLO

Dom, 19/04/2015 - 09:58

"Nel 1980 esso era pari al 7,6% del reddito mondiale. Oggi quell'asticella non si è mossa minimamente." Constatazione indiscutibile. Andrebbe pero' anche considerato e seriamente valutato in quale percentuale nello stesso periodo sono aumentate le spese militari negli stessi paesi! Sono poveri, poverissimi, le popolazioni muoiono di fame ma i soldi per gli armamenti li trovano sempre. E il problema puo' essere risolto in un solo modo condannando le politiche di tali paesi ma ancor più colpendo i paesi produttori e venditori di tali armi! Qualcuno trova normale a esempio che un paese che vive di aiuti internazionali come l'Egitto compri 24 supercaccia "Rafale" con una spesa superiore ai cinque miliardi di euro???

giovanni PERINCIOLO

Dom, 19/04/2015 - 09:59

Riguardo all'idea di Brunetta di dedurre dai contributi le spese relative ai problemi profughi stupisce solo che nessuno ci abbia pensato prima!

Ritratto di bobirons

bobirons

Dom, 19/04/2015 - 09:59

Perfetto, on. Brunetta, solo che ... alcuni di noi lo scrivono da anni, almeno dal confronto Berlusconi/Merkel-Brussells. Un po' come sta facendo ora Tsipras in Grecia, la Germania vuole riscuotere interessi usurai - se non per la cifra almeno per la modalità ? Bene e lui solleva la questione dei danni di guerra. Quindi l'Italia dovrebbe dire ai burocrati europei che il problema o viene condiviso .. o vien condiviso. Intanto facciamo un giro conto e paghiamoi, se c'è da pagare, il saldo, altrimenti fare come Malta, lasciare che gli invasori si dirigano verso altre frontiere.

Ritratto di Sergio Sanguineti

Sergio Sanguineti

Dom, 19/04/2015 - 10:17

L'ITALIA deve interrompere i versamenti verso Europa e stati africani, oltreché all'Onu e ritirare le truppe in paesi che, di democrazia, neppure vogliono sentir la puzza... Tentar di condurli alla industrializzazione (anziché. coltivar cannabis e commerciare in armi), e' stato inutile, come s'è visto. Pertanto restino, a casa loro, con il cul in aria per pregare Allah!

Ritratto di giangol

giangol

Dom, 19/04/2015 - 10:20

ma non facciamo prima a trasferire 60 milioni di italiani cxxxxxxi in africa che 2 miliardi di africani in italia?

Ritratto di illuso

illuso

Dom, 19/04/2015 - 10:38

Caro Renato...la responsabilità dei confini nazionali è dell'italieta, se gli italioti sono dei c.....i che c'entra l'Europa?

Ritratto di mr.cavalcavia

mr.cavalcavia

Dom, 19/04/2015 - 11:20

Brunetta dice ciò' che qualsiasi premier normodotatto farebbe al posto del pentolaio di Firenze. #renzivattene

agosvac

Dom, 19/04/2015 - 12:09

"sottraiamo dai contributi che anno per anno l'UE esige dall'Italia i costi necessari per fare fronte all'emergenza immigrazione clandestina" mi sembrerebbe più che giusto! ma se poi la merkel comincia ad abbaiare come un cane rabbioso e Renzi si accuccia e sborsa i soldini, non c'è niente da fare!!! Morale: si deve ritrovare la dignità di essere un paese sovrano con le sue esigenze ed i suoi problemi, cosa che oggi non c'è!!! Che la signora merkel abbai pure, il nostro Governo dovrebbe rispondere con la frusta e metterla a tacere. Si deve capire che l'Italia non è un paesino qualunque, è un paese "essenziale" per l'UE, un paese senza il quale l'UE non potrebbe neanche esistere!!!!!

piertrim

Dom, 19/04/2015 - 12:40

I paesi della UE non vogliono nè profughi nè clandestini! Altro che soldi che fanno comodo solamente ai soliti buonisti. E gli italiani debbono subire l'invasione???

Ritratto di HEINZVONMARKEN

Anonimo (non verificato)

Ritratto di fabiobonari

fabiobonari

Dom, 19/04/2015 - 12:44

Perché l'Europa dovrebbe aiutarci? Siamo noi che andiamo a prelevarli sotto le loro coste.

Giorgio5819

Dom, 19/04/2015 - 13:23

Qualcuno ancora pensa che esista l'europa, qualcuno ancora parla di europa? Se l'europa è questo grumo di banchieri parac.li, non interessa a nessuno. La ue è la più grossa truffa degli ultimi mille anni.

moshe

Dom, 19/04/2015 - 13:23

Profughi, la Ue non ci aiuta? Ecco come rifarci delle spese ..... ..... ..... e voi pensate che un governo che ogni giorno vende il c..o degli italiani, possa arrivare a tanto?

Ritratto di perigo

perigo

Dom, 19/04/2015 - 13:30

L'Europa c'entra ben poco! Siamo noi italiani che, "obbligati" da quel viaggio a Lampedusa del papa agli inizi del suo pontificato, in cui fu predicata in maniera assurda "l'accoglienza tout court", abbiamo dato il "la" a tanta povera gente di gettarsi in mare con barconi fatiscenti, perché "tanto, gli italiani ci salvano"... Gli europei non condividono quello che stiamo facendo, e hanno ragione! I profughi vanno accolti in campi appositi, ma in Nord Africa, in attesa che la situazione si definisca, e che si concludano accordi per evitare altre stragi come questa.

steacanessa

Dom, 19/04/2015 - 13:32

Riprovo. Bravissimo, come sempre, Brunetta. Ma come si può pensare che il cacciaballe fiorentino, il torvo padoan, l'inesistente gentiloni e la vispa teresa pinotti possano andare a prendere per il colletto lo strunz europeo loro sodale? Siamo nelle mani di dilettanti allo sbaraglio grazie ai trinariciuti elettori.

giottin

Dom, 19/04/2015 - 13:38

Caro Brunetta la dici giusta, ma non dovrebbero essere anche i contribuenti a comportarsi così nei confronti dello "stato"?

Cobra71

Dom, 19/04/2015 - 14:45

Eccerto... con il burattino Renzi al soldo dei burocrati lobbisti europei state sicuri che verrà attuata una simile misura di rimborso spese. Vedo più plausibile un ennesimo aumento della tasse... Tanto ormai è risaputo che l'italiano ipocrita gode nel stare a pecora!

eloi

Dom, 19/04/2015 - 16:24

Con gli euro e con la mancanza di essi è possibile muovere le montagne. Ha ragione Brunetta, il quale non gode delle mie simpatie.

Ritratto di Quasar

Quasar

Dom, 19/04/2015 - 16:44

Caro Brunetta, si usa l'esercito per prevenire la guerra sia essa civile o di contenimento. Si fa la guerra per vincerla e lo scopo finale e' una pace durevole. L'Italia e' un paese gia' sovrapopolato, i nostri giovani non avranno sufficiente occupazione per i prossimi 20 anni. Decidetevi a combattere. AZIONE.