Usa, paura nei cieli Arriva l'hacker che «pilota» l'aereo

Un esperto di informatica in volo si vanta su twitter: «Entro nel computer di bordo». Arrestato all'arrivo

Quasi come in una serie televisiva americana. Nell'ultima e sempre più surreale stagione di 24, l'agente segreto ribelle Jack Bauer deve salvare il mondo da hacker che riescono a entrare a distanza nel sistema di controllo di droni militari, rendendoli spietate armi che seminano il terrore sulla città di Londra. Nella realtà che si avvicina alla fantasia, non ci sono agenti segreti e droni, ma un pacato esperto di cyber security, un hacker che in questi mesi ha attirato l'attenzione degli agenti federali americani e soprattutto sollevato l'allerta sulla sicurezza aerea. Chris Roberts, che con una barba lunga e grigia sembra un motociclista di una gang californiana più che un famoso esperto di informatica, è stato arrestato in aprile all'aeroporto di Syracuse, stato di New York. Sul volo precedente, tra Denver e Chicago, aveva infatti twittato d'essere in grado di hackerare i sistemi di controllo del volo su cui viaggiava, della United Airlines, utilizzando il sistema di intrattenimento (per intenderci il mini computer che permette dalla propria postazione ai passeggeri di poter seguire film e ascoltare la musica). Avrebbe potuto, ha scritto sul social-network, entrare perfino nel sistema che attiva l'utilizzo delle maschere per l'ossigeno d'emergenza. Fermato dalle autorità al suo arrivo all'aeroporto l'uomo, fondatore della società di sicurezza e intelligence One World Labs, è stato interrogato per ore dall'Fbi. Roberts volava con un equipaggiamento tecnico piuttosto standard: un iPad, un MacBook Pro, tre hard drive, cavi Usb, qualche chiavetta Usb. All'Fbi ha spiegato di aver usato un cavo Ethernet modificato per connettere il suo computer alla scatola elettronica sotto il suo sedile che controlla il sistema di intrattenimento a bordo. Da lì, durante diversi voli, avrebbe avuto accesso al cervello centrale dell'aereo.

L'uomo, che oggi è su tutte le televisioni e su tutti i giornali americani e che continua a twittare divertito sulla faccenda, è sotto inchiesta ma non è stato accusato di nulla, per ora. Anzi, lui ripete di avere avuto negli ultimi anni un unico interesse: quello di rafforzare la sicurezza aerea americana e dei voli commerciali nel Paese. Non è infatti la prima volta che Chris Roberts parla con gli agenti. Secondo documenti di un tribunale federale americano ottenuti nelle scorse ore dall'Aptn, l'esperto di informatica avrebbe rivelato all'Fbi di aver hackerato almeno 20 volte sistemi di voli di linea negli ultimi anni, in un caso facendo addirittura subire al velivolo un movimento laterale. Inoltre, sarebbe stato capace di monitorare in remoto il traffico aereo attraverso il sistema della cabina di pilotaggio. I modelli di aereo in cui questo sarebbe stato possibile, ha spiegato agli agenti Roberts, sono Boeing 737-800, 737-900, 757-200 e Airbus A-320. In seguito alla fuoriuscita di queste notizie, l'azienda Boeing è subito intervenuta per tranquillizzare i passeggeri e per spiegare che sarebbe impossibile entrare all'interno degli isolati sistemi di comando dell'aereo attraverso quelli dell'intrattenimento a bordo. Le compagnie aeree americane però nel frattempo hanno messo in guardia gli attendenti di voli, chiedendo loro di mantenere l'allerta e verificare azioni sospette che possano essere riconducibili all'hackeraggio a bordo.

Commenti

bruno monferrà

Gio, 21/05/2015 - 23:24

Informante e brioso, come sempre, questo articolo di Rolla. Peccato però che accenni a degli inesistenti, in italiano, ATTENDENTI DI VOLI. Possibile che non le sia venuto in mente che FLIGHT ATTENDANTS possa dire semplicemente "Assistenti di volo" o "hostess e steward", con la pratica di viaggi che sicuramente avrà? I miei due sinistri figlioli se ne sono fatti una gran risata. Peccato. Con stima e affetto, Bruno Monferrà, Padova