«Usiamo le telecamere come deterrente contro questi mostri»

Tiziana Paolocci

Telecamere per sconfiggere quei mostri che prendono di mira anziani e bambini. Ci sta lavorando Gabriella Giammanco, capogruppo di Forza Italia in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. E la proposta potrebbe presto diventare realtà.

Cosa pensa di quanto accaduto nell'asilo nido di Milano?

«È l'ennesima dimostrazione delle violenze inaudite, che si ripetono ormai con cadenza settimanale, ai danni dei soggetti più deboli, anziani, bambini e disabili. Strutture nelle quali ospiti indifesi dovrebbero essere al sicuro, accuditi da professionisti seri, si rivelano spesso teatro di orrori. Brutalità, che emergono solo grazie alle telecamere. È dal 2009 che lo sostengo».

Si spieghi meglio...

«In quell'anno ho presentato una proposta di legge che è rimasta chiusa in un cassetto alla Camera. All'inizio del 2013, con la nuova legislatura, l'ho sottoposta di nuovo ai colleghi e, come avviene sempre difronte a un allarme sociale di questo tipo, se n'è iniziata la discussione. Quanto accaduto a Milano impone un'attenta riflessione da parte del Parlamento».

Come procedono i lavori?

«Grazie anche alla spinta data dai cittadini, che hanno raccolto firme e lanciato petizioni popolari, la politica si sta muovendo. Alla Camera si è appena concluso il ciclo di audizioni presso le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro sul mio testo e sulle successive proposte, di cui sono relatrice, depositate da altri gruppi in materia di videosorveglianza. Abbiamo sentito responsabili delle scuole, il Moige, esperti in dotazioni informatiche e tecnologiche, e i Garanti di Privacy e Infanzia. Ora elaboreremo un testo, che spero venga condiviso da tutte le forze politiche».

Quale è lo scopo delle telecamere?

«Funzionare da deterrente contro i carnefici e coadiuvare gli investigatori nei loro compiti. Oggi dal momento della denuncia passano settimane tra l'istallazione delle telecamere e l'esame delle immagini. Invece la videosorveglianza sarà criptata e a circuito chiuso per tutelare la privacy ma le forze dell'ordine potranno esaminare immediatamente i filmati in caso di denuncia. In questo modo si avrà un giusto equilibrio tra la tutela della privacy e quella dei soggetti più indifesi».