Vacanze finite, arrivano le letterine del Fisco

L'Agenzia delle entrate avverte i contribuenti che hanno fatto errori nelle dichiarazioni

Roma Mezzo milione di «lettere preventive» in arrivo dal fisco nel 2016.

L'Agenzia delle entrate accelera sulla compliance (in italiano adempimento, conformità). E si appresta a spedire ai contribuenti, dopo le 290mila già inviate fino a giugno, circa 215mila lettere entro l'anno. Le prime 30mila partiranno già il primo settembre. Lo annuncia il direttore centrale Accertamento dell'Agenzia Aldo Polito, intervistato da AdnKrons: «Le lettere di compliance - spiega - sono una straordinaria occasione per invertire in maniera sostanziale il rapporto tra fisco e contribuenti. L'Amministrazione finanziaria informa preventivamente i cittadini su errori o dimenticanze. Così è facile rimediare pagando sanzioni bassissime ed evitando i controlli. Utilizzando questa strategia nel 2016 abbiamo già incassato circa 20 milioni di euro. L'obiettivo ambizioso è raggiungere i 250 milioni di euro che il ministero ci ha affidato come target nella convenzione 2016».

L'invio delle lettere - spiega l'Agenzia - punta a favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili in un'ottica di informazioni condivise all'interno di un rapporto tra fisco e contribuenti «improntato a trasparenza e collaborazione». Quindi, al posto dei classici controlli ex post che prevedevano pesanti sanzioni e interessi, l'Agenzia comunica in via preventiva con il contribuente e lo informa con un messaggio che, dall'incrocio tra quanto indicato nella dichiarazione dei redditi e le altre informazioni di cui il Fisco dispone, risultano delle anomalie. Grazie a queste segnalazioni, il contribuente può, di conseguenza, rimediare per tempo a un eventuale errore e assicurarsi così la riduzione delle sanzioni prevista dal ravvedimento operoso. In alternativa, può fornire alle Entrate elementi, fatti e circostanze in grado di giustificare la presunta anomalia. Un sistema, ha spiegato giorni fa al Sole 24 Ore Rossella Orlandi, direttrice dell'Agenzia delle Entrate, che consente di limitare di molto l'uso di «strumenti di controllo molto pervasivi e basati su presunzioni di legge», come il redditometro e le indagini finanziarie, e di dedicare «le energie dell'Agenzia verso le forme di evasione più grave e fraudolenta».

L'ordine dei commercialisti sospende il giudizio sull'operazione compliance: metodo giusto, dicono, ma vogliono prima verificare la quantità di errori e allarmi ingiustificati nelle rilevazioni del fisco. Intanto protestano contro il «tax day» del 22 agosto, con 106 scadenze fiscali concentrate in un solo giorno: «I tax day rappresentano uno sforzo e un impegno molto gravosi», lamentano. E chiedono un «tavolo» con il Fisco per arrivare ad una semplificazione.